“Amo Foggia e i vigili”, il manifesto virale che indigna e diverte la Polizia municipale

Il maggiore Paolo Frattulino, sindacalista Cisl: “Tutti i giorni lo troviamo in un posto diverso. Posso mai dare delle risposte ad una persona che non si firma? Lo compatisco”

Su un foglio A4 affisso ad una vecchia vetrina dismessa da mesi in Viale XXIV Maggio a Foggia fa bella mostra di sé una lista non firmata di 13 punti fluorescenti  sui “Vigili Urbani patrimonio di Foggia”, tutti con l’incipit “Amo Foggia e amo i vigili” seguito dalle motivazioni. “Perché non fanno multe, perché quando guido e parlo al cellulare non mi cagano proprio, perché mi fanno parcheggiare in seconda fila, mi fanno parcheggiare sugli scivoli…etc etc”.

I poliziotti municipali foggiani sono tratteggiati come agenti che pensano solo a “scortare il sindaco” e a “presenziare alle processioni”. L’immagine del foglietto ha fatto il giro del web sui social. Ma l’elenco è stato ritrovato in più punti della città, prima affisso al gabbiotto del Viale della Stazione, poi all’isola pedonale e ora anche su alcune vetrine del Quartiere Ferrovia,  sfitte. Come quella dove c’era il negozio d’abbigliamento Amedeo, un’ampia metratura di 200 metri quadrati al prezzo di 1900 euro trattabili, ma solo per “seri commercianti italiani”, come affermano al telefono dall’agenzia immobiliare Il Segugio.  “I proprietari non fittano agli stranieri, lo avrebbero già fatto da tempo”, è il commento.

Dal comando di Viale Manfredi il maggiore Paolo Frattulino, sindacalista Cisl, sorride al manifesto e spiega a l’Immediato: “Lo stanno mettendo dappertutto, è uno che scrive e non si firma, che dovremmo pensare? I social con tutto il rispetto hanno dato la parola a chiunque. Sarà uno psicopatico ad attaccare questo foglio. Tutti i giorni lo troviamo in un posto diverso. Posso mai dare delle risposte ad una persona che non si firma? Lo compatisco. Il nostro corpo fa di tutto e di più. Abbiamo avuto un agosto infernale, con ritmi allucinanti, sono arrivati il ministro Salvini, il premier, ci sono stati i cortei, le alluvioni, adesso viene pure Di Maio, dobbiamo capire i turni, il suo percorso. Comunque fai sbagli, se le fai le contravvenzioni i cittadini pensano che ce l’hai con loro, non le fai e non lavori. Nel foglietto si parla anche della Fontana del Sele, nel giorno della festa qualcuno è entrato. Ma mi rendo conto che è quasi impossibile che qualcuno non entri nella fontana, siamo oberati da tanto lavoro. Abbiamo avuto giorni in cui è piovuto tantissimo, ho dovuto mettere degli uomini per il solito problema del sottopasso. Sono stato personalmente all’Immacolata 4 ore per una buca, noi ci preoccupiamo ancora va la macchina dentro o un bambino si ferisce, ma la gente deve sempre parlare”.

Il sindacalista è netto: “A me personalmente di quello che dicono gli altri non mi interessa. Questo è un lavoro che non è mai monotono, stavamo all’incendio in Via Castiglione. Non possiamo essere simpatici a tutti, l’importante è stare con la coscienza a posto e noi ce l’abbiamo. Non abbiamo personale a sufficienza per vedere chi va attaccando questi manifestini. Secondo me è una persona che non sta bene, se è un gruppo di persone, allora deve essere curato”.

Il maresciallo Palumbo e il capitano De Filippo al gabbiotto

Dello stesso tono le dichiarazioni del maresciallo Palumbo e del capitano Ernesto De Filippo, due vigili di grande esperienza, che questa mattina erano dislocati al gabbiotto.

“Noi siamo una categoria ben vista quando serviamo e mal vista quando facciamo le multe, ci chiedono aiuto per qualsiasi vicenda, ma siamo sempre attaccati, siamo bersaglio della cittadinanza. I dipendenti comunali nessuno li nota perché non hanno una divisa, nessuno li distingue se vanno al bar e perdono tempo, noi se prendiamo anche un bicchiere d’acqua per le nostre esigenze veniamo additati. Da anni non esiste più il vigile della viabilità, ma i cittadini hanno ancora quella mentalità”, osserva De Filippo. Per la cittadinanza i tempi del vigile di Albertone non sono mai tramontati.

“Ci hanno dato tanti di quei compiti che è difficile destreggiarsi”, aggiunge il capitano, che per 20 anni è stato autista dei primi cittadini foggiani. Solo con Franco Landella ha cambiato mansione, per motivi di salute. “Quello dell’autista del sindaco è un lavoro che non auguro a nessuno, si vive attaccati al telefono a comunicare i vari spostamenti istituzionali”. Qual è stato il momento più difficile? “Sicuramente i mesi del crollo di Viale Giotto, ricevevamo informazioni e chiamate continue da Roma”. Anche con Gianni Mongelli De Filippo non ha avuto tempi facili. I ritmi erano da tachicardia. “Mongelli ha vissuto una situazione drammatica, non creata da lui, ma ha voluto affrontare tutte le difficoltà di petto, non aggirava mai l’ostacolo, anche rischiando. Parlava con i lavoratori di Foggia Servizi,  ha avuto anche a che fare con la mafia foggiana, è stato attenzionato dai criminali, i giorni del fallimento Amica sono stati duri”.

Il maresciallo Palumbo è schietto: “Anche se siamo corpo di polizia, siamo ancora inquadrati come dipendenti comunali, ma la nostra è una Funzione di pubblica sicurezza. Oggi qui al gabbiotto è tranquillo, le problematiche sono più serali. In questa stagione comunque i migranti sono al lavoro nei campi o sulle spiagge, i problemi torneranno in autunno”.





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