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Home - Provincia di Foggia, corsa alla presidenza di Palazzo Dogana. I favoriti per il dopo Miglio

Provincia di Foggia, corsa alla presidenza di Palazzo Dogana. I favoriti per il dopo Miglio

Di Antonella Soccio
27 Agosto 2018
in Politica
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Le elezioni di secondo livello per la presidenza della Provincia di Foggia fissate per l’election day del 31 ottobre si incrociano inevitabilmente alle partite per le amministrative nei più grossi centri della Capitanata della primavera 2019. Foggia, Lucera, San Severo. Il dopo Francesco Miglio, con il decreto Milleproroghe, che abbassando il termine di incandidabilità ai 12 mesi anziché 18 mesi dalla scadenza, rimette in pista i sindaci di Manfredonia e Cerignola, Angelo Riccardi e Franco Metta, potrebbe rimescolare molto le varie strategie a lungo termine dei partiti e dei maggiorenti.

Le Province restano ancora nel limbo, nel governo gialloverde, dopo il referendum del 4 dicembre 2016. La Lega le vorrebbe come un tempo, prima della Riforma Derlio; il M5S le abolirebbe volentieri. Il voto ponderato degli addetti ai lavori sarà un test soprattutto per il civismo pugliese, che alle scorse elezioni consiliari fece l’en plein con la candidatura del capolista Rosario Cusmai. Tali tatticismi si legano in maniera forte ad una possibile candidatura a sindaco a Foggia da parte di Leo Di Gioia, con o senza Pd, un partito in forte sofferenza, in cerca almeno sulla carta di una opzione “altra” e al vaglio di ipotetici nomi “nuovi”, come quelli dell’ingegnere e presidente della Fondazione Buon Samaritano Pippo Cavaliere, l’ex presidente dell’Ordine dei Medici Salvatore Onorati, l’ex segretario Cisl Emilio Di Conza, l’ex assessora Marida Episcopo o il referente Immigrazione delle Acli Antonio Russo, per non ricorrere ad indicazioni di bandiera, che potrebbero arrivare da Augusto Marasco, Alfonso de Pellegrino o dall’ex parlamentare Colomba Mongiello.

La partita della Provincia dirà se i due assessori regionali, Raffaele Piemontese e Leo Di Gioia appunto, che si sono rinviati a settembre per ogni decisione, sono ancora alleati e quanto ancora pesano. O se invece il civico Di Gioia stia gradualmente cercando sponde nella Lega.

I retroscena non si contano in questa prima settimana di rientro. Oggi molti eletti civici e senza pettorina nei vari Comuni della Capitanata sono stati calamitati dalla Lega, il caso principe, oltre a Raimondo Ursitti, eletto a Palazzo Dogana con Capitanata Civica 2 anni fa e delegato di Miglio all’edilizia scolastica, è quello di Apricena con Antonio Potenza e di Peschici, dove tutta la maggioranza di Franco Tavaglione ha aderito al partito di Matteo Salvini. Secondo rumors garganici non è escluso che proprio il primo cittadino peschiciano, fatto fuori dalle alleanze dell’Ente Parco, possa essere il candidato di una coalizione unica di centrodestra, in quota Lega, alla Provincia. I 5 consiglieri salviniani del Comune di Foggia del resto con il loro pesante voto ponderato potrebbero ipotecare la sua vittoria, se anche Franco Landella e Forza Italia dovessero aderire pienamente a questo scenario.

“Ancora non inizia la discussione, vedremo nei prossimi giorni”, è il commento di Pino Lonigro, che potrebbe sollecitare la candidatura civica del sindaco di Vico del Gargano, Michele Sementino, già consigliere provinciale.

Accanto ad un Angelo Riccardi, che sfibrato dall’affaire Asi, sembrerebbe non essere interessato all’Ente, vi sono molti nomi spendibili nel Pd tra i sindaci dei centri di medie dimensioni. Per Giuseppe Nobiletti da Vieste la distanza da Foggia appare di certo un handicap. “In pole nel Pd vi sono i sindaci di Monte Sant’Angelo, Pier Paolo D’Arienzo, che però tanti danno in difficoltà con la sua stessa maggioranza dove molti stanno seguendo le sirene dell’IdeA di Gaetano Quagliariello, e il centrista sangiovannese Costanzo Cascavilla“, dice un ex democristiano garganico. Sembra più remota invece l’ipotesi della candidatura del sindaco di Pietramontecorvino Raimondo Giallella. Ma questi nomi avrebbero oggi il supporto dei civici della pentapoli?

Tra gli amministratori vicini a Rosario Cusmai, c’è chi sponsorizza i sindaci di Biccari e di Torremaggiore, Gianfilippo Mignogna e Lino Monteleone, due nomi trasversali che potrebbero piacere non solo al centrodestra ma anche a pezzi di centrosinistra. Monteleone, come Mignogna, nato in An, con una cultura di centrodestra, potrebbe accontentare  più soggetti. Ma gli osservatori della politica locale ritengono che sarà una staffetta civica Miglio-Franco Metta.

Il sindaco di Cerignola, in funzione anti Elena Gentile, potrebbe contare sui voti ponderati di tutte e tre le amministrazioni civiche, Cerignola appunto, San Severo e Lucera e potrebbe avere il bene placito anche di Franco Landella a Foggia, in virtù di un appoggio cerignolano alle prossime Europee se lui sarà in lista dentro Forza Italia.

Questo scenario, fortemente voluto anche dal primo dei non eletti in Via Capruzzi, il dirigente Asl Pippo Liscio, che sogna di arrivare a Bari, con la fuoriuscita di Di Gioia, rafforzerebbe il civismo sul lato destro a Foggia e aprirebbe nuovi incastri per le amministrative comunali a più livelli.

Tags: election dayfrancesco miglioFranco MettaFranco TavaglioneLino MonteleonePier Paolo D'ArienzoProvincia
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