Divieto di balneazione a Siponto, i gestori dei lidi pensano ad una class action contro Aqp

Tecnici Arpa hanno effettuato dei nuovi campionamenti per verificare i valori limite di Escherichiacoli ed Enterococchi. In serata gli operatori si incontreranno per tutelare i propri diritti

Questa mattina i tecnici dell’Arpa hanno effettuato dei nuovi campionamenti per verificare i valori limite di Escherichiacoli ed Enterococchi intestinali nei punti di monitoraggio, dopo quelli dello scorso 9 agosto e del 14 agosto, che hanno determinato da parte del Comune di Manfredonia per il litorale di Siponto l’ordinanza di divieto temporaneo di balneazione, firmata dal sindaco Angelo Riccardi e dal dirigente all’Ambiente Antonello Antonicelli. Oggi non si poteva fare il bagno nell’area lavorativo forestale, nella zona del’Aeronautica militare, a 300 metri a destra della foce del fiume Candelaro, ad 800 metri a sinistra della foce del torrente Candelaro corrispondente alle acque antistanti, da 300 metri a destra della foce del Candelaro fino alla zona lido del Sole (incluso) e nella zona antistante il Lido Nettuno.

L’ordinanza si è ritenuta notificata agli stabilimenti balneari ricadenti nei tratti di mare interessati, ma come spiegano alcuni gestori alla nostra testata web nessuno stamani si è recato in spiaggia a collocare dei cartelli, che vietassero ai bagnanti di entrare in acqua.

Ancora una volta l’impianto di depurazione cittadino, quando è sovraccaricato, non funziona come dovrebbe. I villeggianti storici sipontini sono molto indignati. “Siamo un Paese in declino, i viadotti crollano, i depuratori sono mal funzionanti, delle strade meglio non parlarne, gli alberi non vengono potati”, dice amareggiato un socio dello Sporting Club Siponto, l’istituzione vacanziera del villaggio, che quest’estate, il 25 agosto, compie 70 anni.

Da giorni anche sui social imperversavano foto della battigia verde, ricolma di alghe male odoranti e di acqua schiumosa. Le battute su Hulk e i supereroi non si contano.

I bagnanti nei giorni scorsi in acqua

I gestori dei diversi lidi, però, non ci stanno a subire ogni anno tali disservizi. Questa sera si incontreranno per decidere il da farsi, potrebbero anche avviare una class action contro l’Acquedotto Pugliese e l’amministrazione comunale. “Tutti i lidi sono interessati da questa ordinanza, aspettiamo le analisi di questa mattina, avremo i risultati tra domani e dopodomani”, osserva Giuseppe La Torre, amministratore comunale e imprenditore del noto Lido Capolinea.

Al Lido Nettuno, citato espressamente dall’ordinanza, l’amarezza è palpabile, soprattutto perché negli ultimi anni proprio in quel tratto di spiaggia l’acqua è spesso cristallina nelle prime ore della mattinata. Siponto si sta rianimando, è tornata ad essere un polo attrattivo per molti giovani e tantissime famiglie, il porto turistico ha cambiato le correnti e l’acqua è migliorata rispetto al passato, pur tuttavia  resta l’unico neo per uno sviluppo crescente. “Dove insiste il depuratore c’era maggiore torbidezza, ma non da noi- osserva Patano– la gente si è informata, gli utenti sono abbastanza tranquilli. Parleremo tutti insieme, il depuratore è gestito da Aqp, vorremmo che si mettesse una volta per tutte la parola fine su questa vicenda. Ci stiamo organizzando per un’azione, ma è tutto ancora a livello embrionale. È una questione di gestione di quel depuratore, va messo a regime. Non possiamo subire ogni anno una settimana di divieto di balneazione, d’agosto”. 

Al Lido Aurora sono scettici. “La nota del Comune è poco chiara, quando parla di 800 metri a sinistra del Candelaro potrebbe significare che solo la zona dell’Ultima Spiaggia è inquinata. È tutto molto surreale, il Lido Aurora dista dalla foce circa 2 km, la situazione è un po’ confusa. Tutti sappiamo che la limpidezza delle acque non incide sulla qualità batteriologica del mare, il nostro fondale non è del tutto sabbioso, c’è il cosiddetto aspro e da lì si originano le erbe da scoglio, che col caldo si staccano e arrivano a riva. Le alghe sono materiale organico, biodiversità, che, una mia amica biologa, mi spiegava, aumentano poiché viene conferita acqua dolce nel mare”.

Che il divieto capiti sempre in agosto, in piena stagione turistica, è un danno di immagine enorme per i gli operatori . “Chiaramente vogliamo le dovute spiegazioni, perché questi depuratori continuano a non funzionare? Queste situazione dovrebbero essere risolte d’inverno. La notizia è circolata in modo poco chiaro, senza capire quali sono gli specchi d’acqua interessati. 2 anni fa il Lido Capolinea era per metà balneabile e per metà no, le mareggiate possono modificare le correnti. I miei figli il bagno l’hanno fatto anche oggi, i prelievi erano del 9 agosto e fino a ieri si erano bagnati. Se non è capitato loro nulla ieri non vedo perché dovrebbero cambiare le cose oggi”.