Clown dottori foggiani tra cura del paziente e Terapeutica artistica: tutto pronto per la giornata di formazione

Oggi pomeriggio i volontari de Il Cuore incontrano l’esperta Alessia La Salandra. Jole Figurella: “Il suo approccio con i pazienti di qualsiasi età è meraviglioso: attraverso il gioco, riesce a sdrammatizzare le giornate tristi legate alla malattia e al ricovero”

Una giornata dedicata alla Terapeutica artistica presso la Palazzina del Volontariato. Oggi i soci de Il Cuore Foggia trascorreranno una pomeriggio di formazione innovativa con Alessia La Salandra, esperta e volontaria che ha terminato la sua formazione all’Accademia delle Belle Arti a Brera. Appena arrivata a Foggia, la terapeuta artistica ha indossato il camice da Clown Dottore e ha scelto di trascorrere il proprio tempo libero non solo a scrivere poesie e a dipingere, ma offrendo anche il proprio servizio nelle strutture socio assistenziali e in Pediatria, trasmettendo il suo talento ai bambini per riequilibrare gli stati emotivi positivi che l’ospedalizzazione affievolisce. 

IL CORAGGIO DELLE IDEE – “Definire un’artista un talento, significa riconoscere un dono, possedere un’inclinazione che si condivide socialmente. Avere talento oggi – sottolinea il Presidente de Il Cuore Foggia, Jole Figurella – vuol dire avere il coraggio di avere idee e comunicarle, di sognare, di provare ad emergere, di rischiare e saper coinvolgere altre persone nei propri progetti.
Significa avere il coraggio di guardare oltre, con prospettiva. In questa società immobile, politicizzata, essere una persona di talento significa avere il coraggio di esplorare nuove strade; le proprie. Ebbene, l’approccio terapeutico di Alessia La Salandra con i pazienti di qualsiasi età è meraviglioso: attraverso il gioco, l’arte terapeutica, i laboratori di manualità realizzati coinvolgendo altri Clown Dottori, riesce a sdrammatizzare le giornate tristi legate alla malattia e al ricovero”.

Alessia attua Terapeutica artistica che si distingue nettamente dall’Arte-terapia. Questa differenza sarà oggetto dell’incontro formativo di oggi.  

LA Terapeutica Artistica – “Il corso di Teoria e Pratica della Terapeutica Artistica nasce nel 2004, fra le aule dell’Accademia di Belle Arti di Brera, da un progetto di Tiziana Tacconi e Laura Tonani che, di comune volontà, iniziarono a creare un nuovo metodo del fare arte, utilizzando metodi e strumenti atti a liberare le capacità creative della persona, come possibilità di prendersi cura di sé. 

Etimologicamente – spiega La Salandra – il termine Terapeutica deriva dal latino Therapèutica e dal greco Therapeytikè che tradotte, con il termine ‘arte’, comprendevano sia l’arte che la capacità manuale, ossia la tecnica. L’artista deve perciò essere una persona a cui appartiene un saper fare, una conoscenza, pratica e teorica e allo stesso tempo, una partecipazione consapevole a ciò che fa”.

Il compito di prendersi cura del paziente, nella Terapeutica Artistica, non è però affidato al medico, allo psicologo e neppure all’artista terapista, bensì al soggetto stesso che accetta di mettersi in comunicazione con l’arte. La Terapeutica Artistica, infatti, dialogando sia con soggetti sani che con soggetti svantaggiati o malati, conduce l’individuo all’incontro con la propria potenzialità creativa, e quindi trasformativa. 

IL PAZIENTE PROTAGONISTA – “A differenza dell’Arte Terapia – continua – la Terapeutica Artistica si propone di non analizzare in chiave psicoanalitica il prodotto artistico dei pazienti, bensì di accompagnarli nel processo creativo, instaurando un dialogo maieutico e un rapporto di reciproco scambio tra il paziente e la materia. Entrando in relazione con la materia, infatti, il paziente può riportare alla luce la sua capacità di sognare e di credere in se stesso riconoscendo i propri limiti come potenzialità. Allo stesso modo, anche l’Artista Terapista deve essere uno specchio vuoto, un contenitore accogliente in cui il paziente possa vedersi per poter entrare in contatto con la sua parte interiore e trovare il suo modo personale di esprimersi ma anche di risolvere i propri conflitti interiori”. 

Alla base di un’interazione corretta tra Artista Terapista e utente c’è l’empatia, ossia la capacità di proiettare se stessi in ciò che è altro da sé, il saper comunicare in maniera empatica è, perciò, caratteristica fondamentale per la costruzione di un percorso artistico terapeutico corretto.
Per i clown dottori, il cui percorso di formazione non conosce sosta, l’appuntamento con la Terapeutica Artistica è per oggi pomeriggio: nasi rossi già schierati. 





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