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Home - Foggia Calcio sgomento: in udienza assente il pm Pecoraro. Giannetti messo a tacere, la parola all’Entella

Foggia Calcio sgomento: in udienza assente il pm Pecoraro. Giannetti messo a tacere, la parola all’Entella

Di Redazione
22 Giugno 2018
in Sport
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È stata una mattinata nera per il Foggia Calcio: la Procura Federale ha richiesto la retrocessione in Lega Pro. L’udienza riguardante il club rossonero e 37 tesserati si è svolta presso la sede romana dell’AIA in via Campania. Presente il patron Franco Sannella insieme all’avvocato Fabio Iudica che difende il Foggia Calcio, l’ex presidente Lucio Fares, il commissario giudiziale del Foggia Calcio Nicola Giannetti, l’avvocato coadiuvante Franco Ardito. Con loro anche il calciatore, Pietro Iemmello e l’ex allenatore, Roberto De Zerbi accompagnati dall’avvocato Edoardo Chiacchio. Presente inoltre il legale, Gianluca Bocchino che segue la società in fase ordinaria ma non ha l’incarico in questo processo.

Da subito l’aria si è fatta pesante, generando nervosismo. Il motivo sarebbe legato all’andamento del dibattimento durante il quale non sarebbe stato dato il giusto spazio alla difesa. Nello specifico non è stato concesso di parlare al commissario Giannetti. “Da parte nostra è stato chiesto l’ascolto del commissario Giannetti ma il Tribunale non ha accolto questa nostra richiesta – ha spiegato in collegamento telefonico a Teledauna l’avvocato Bocchino -. Credo che sia l’interlocutore più adatto ed autorizzato a parlare di fatti di rilievo penale, perché viene data per scontata un’ipotesi di riciclaggio che scontata non è, perché sono ancora in corso le indagini”.

Settimana scorsa, durante una conferenza stampa, il commercialista barese aveva anticipato di un incontro con il pm Pecoraro che in data odierna avrebbe dovuto presiedere l’udienza. Così non è stato. Al suo posto il dottor Chinè. “Abbiamo fornito alla Procura Federale ed al dottor Pecoraro alcune spiegazioni che sono state accolte – ha spiegato Bocchino -. Siamo stati convocati e Pecoraro ha dichiarato apertamente di aver preso atto di una serie di lacune nel procedimento federale e sugli atti del procedimento di Milano che non erano di sua conoscenza, ed addirittura pensava ci fosse una contestazione di 416bis, contestazione mai esistita e che mai esisterà.
Tuttavia Pecoraro oggi non c’era, e la sua assenza ci lascia perplessi – ha evidenziato -. Il dottor Chinè ha preso le distanze anche rispetto alle considerazioni dello stesso Pecoraro. L’ottimismo dei giorni scorsi nasceva da alcune richieste di spiegazione alle quali non facevamo alcuna fatica a dare risposta, compresi dati contabili che sono sotto gli occhi di tutti e sono pubblici, nonché dimostrazione chiara ed indiscutibile di una gestione corretta e trasparente della società, che ha impiegato oltre 20 milioni di euro nei campionati di cui stiamo parlando. Ripeto, prendiamo atto che Pecoraro non fosse presente oggi e non spetta a me fare considerazioni su perché il capo della Procura, che è stato il nostro interlocutore, oggi non fosse presente – ha precisato -. Se fossi stato io il difensore in questa circostanza lo avrei evidenziato, ed avrei fatto notare al dottor Chiné che stava prendendo le distanze anche dal suo titolare, per lo meno nei termini in cui ci aveva riconosciuto l’esistenza di profonde lacune nel fascicolo del deferimento”.

Se il commissario giudiziale Giannetti è dovuto rimanere in silenzio, a prendere la parola è stato un rappresentante della Virtus Entella, squadra retrocessa in Lega Pro. “E’ stato un comportamento gravissimo quello consentito alla Virtus Entella, che è intervenuta discutendo per ultimo – ha lamentato Bocchino -. Non si è mai visto un processo dove la parte chiamata in causa, ossia in questo caso i deferiti, si trovino a non poter replicare a dichiarazioni rilasciate da un intervento da parte di un soggetto processuale non necessario”.

Progettualità: cosa accadrà? Bisognerà attendere la settimana prossima per la sentenza, ma a preoccupare sono i tempi e una stagione ancora da organizzare: la squadra è al momento senza allenatore, manca l’ufficialità dell’accordo con Massimo Oddo che a questo punto potrebbe saltare. “Sul piano della progettualità, sono valutazioni che dovrà fare la società – ha commentato l’avvocato -. Cambia poco rispetto all’ipotesi iniziale. Era chiaro che la Procura avrebbe chiesto la condanna del Foggia e che ci sarebbe stata una sanzione, con la prospettazione, in caso di richiesta di questo tipo ma anche più lieve, di un’impugnazione. Dire poi che effetti possa avere sulla programmazione, non sono in grado di farlo.
L’attività è in corso e proseguirà, perché ci si aspettava una richiesta di condanna anche se non così pesante. La reazione dei Sannella è di sgomento. Per le dinamiche di un processo che è sommario, a mio avviso. Di fronte abbiamo un Tribunale composto da un presidente che è stato un importante membro del Consiglio di Stato e quindi ci auspichiamo una maggiore capacità giuridica nell’interpretazione dei fatti che hanno un rilievo giuridico ed un peso specifico notevole. Siamo tutti dispiaciuti di una richiesta di una pena così severa, ma più di questo non possiamo dire”.

Resta la fiducia. “Se non avessimo fiducia in un tribunale terzo e pensassimo che il processo sia già concluso, dovremmo andare a casa e pensare che sia finita per il Foggia Calcio, ma non c’è convinzione che il Tribunale sia allineato con le richieste, anzi c’è l´auspicio che abbia una capacità tecnica di approfondimento”.

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Tags: Foggiafoggia calcioGianluca BocchinoprocessoRomaSannellatribunale federale
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