Rendiconto finanziario Comune, Landella prende tempo. Mentre scattano sequestri a conti dirigente

Si ritorna a votare in seconda convocazione al Comune di Foggia. La maggioranza di Franco Landella non si è presentata compatta in aula ieri mattina, mentre scoppia il caso delle consulenze esterne

Si ritorna a votare in seconda convocazione al Comune di Foggia. La maggioranza di Franco Landella non si è presentata compatta in aula ieri mattina e si appoggerà ai numeri meno qualificati della convocazione di domani per l’approvazione del rendiconto finanziario del 2017.

È netta la presa di posizione del capogruppo del Pd Augusto Marasco. “L’assenteismo è la cifra politica della maggioranza di centrodestra che governa la città. Assenti al Consiglio comunale convocato oggi per la discussione del rendiconto finanziario 2017. Assenti ieri all’incontro con il progettista del Piano Urbanistico Generale Francesco Karrer. Assenti da aprile alle conferenze dei capigruppo del Consiglio comunale. Assenze in serie che lasciano presumere la persistenza dei problemi politici all’interno della maggioranza e tra il centrodestra e il sindaco Landella. Anzi, si potrebbe pensare all’aggravarsi della frattura se neanche l’apporto dei 3 ex consiglieri di minoranza consente all’Amministrazione comunale di affrontare serenamente l’Aula. E così il rendiconto della gestione 2017 sarà discusso in seconda convocazione, riducendo il rischio che Landella non riesca a raccattare i voti necessari a proseguire la sua pallidissima esperienza amministrativa. Il sindaco accentra, il centrodestra si assenta e la città è ostaggio dello scontro politico permanente ed effettivo a Palazzo di Città”, ha rilevato in una nota l’architetto. In seconda convocazione anche la discussione sulla variazione di bilancio necessaria alla stipula del mutuo per finanziare, con i fondi del credito sportivo, i lavori di ampliamento dello stadio.

Ma la notizia che ha scosso i pochi eletti presenti in aula è stata quella del nuovo sequestro conservativo ai danni di un dirigente del Comune. Dopo i 4 burocrati tecnici colpiti per aver firmato le determinazioni per le utenze dell’ex distretto militare, confuse nelle spese energetiche dell’Ente,  è stata la volta del dirigente degli Uffici Finanziari Carlo Dicesare, raggiunto  da un provvedimento della Procura della Corte dei Conti che ha disposto il sequestro dei conti correnti per un totale di 507mila euro, a causa di una reiterata consulenza esterna, che secondo la Corte poteva essere evitata ed espletata da risorse interne all’organigramma comunale.

I fatti riguardano una consulenza tecnica, attivata in era Mongelli, dopo una selezione di professionisti esterni abilitati all’assistenza tecnica per il recupero dell’Iva e dell’Ira e affidata alla professionista foggiana Lorenza Cucci nel 2010, 2011, 2012 e 2013.  Negli atti firmati da Dicesare, dopo due avvisi pubblici del 2009 e del 2012, si ribadiva la necessità di un monitoraggio e di verifiche sulle ritenute fiscali, previdenziali e su tutti i contratti di fitti attivi e passivi dell’Ente. Tale monitoraggio e verifica – che avrebbe fatto risparmiare all’ente 4,5 milioni di euro negli anni contestati – riguardava anche l’evasione dei certificati relativi alla copertura minima di legge per i servizi a domanda individuale e le domande di rimborso IVA dei servizi non commerciali e le domande di rimborso dell’IVA sul trasporto pubblico, oltre che la verifica sulla spesa per il personale in aspettativa per motivi sindacali.

Nella passata amministrazione diversi consiglieri di minoranza rilevarono che c’era una norma che vietava le consulenze o che queste erano possibili, ma mai superando il 40% dell’ammontare dell’anno precedente. Da qui è partita la vicenda scaturita nell’ultimo provvedimento che ha colpito il dirigente di Palazzo di Città





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