Trasporti in Capitanata, treno tram già morto tra Foggia e Manfredonia. Ma Cataneo avverte: “Non sulla linea da elettrificare”

Progetto già archiviato ma lo stesso non si può dire dell’elettrificazione della tratta ferroviaria

Il 17 maggio scorso i sindacati e i vari referenti politici provinciali insieme agli attori economici del settore, Anav e Asstra, hanno avuto visione del rapporto aggiornato del Piano di Bacino del Trasporto Pubblico Locale della Provincia di Foggia, affidato al Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale dell’Università Federico II di Napoli e al gruppo di lavoro composto dagli ingegneri Armando Cartenì, Luca D’Acierno e Mariano Gallo. Si tratta di uno studio corposo lungo 275 pagine, che è propedeutico alla messa a gara dei servizi su gomma, ormai rinviata alla fine del 2019.

Per quanto riguarda i servizi urbani di competenza della Provincia di Foggia, gli ingegneri ritengono che la dotazione attuale erogata (in termini di veicoli*km/anno) nei Comuni di Cerignola, Foggia, Lucera, Manfredonia, Mattinata, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo e San Severo risulta adeguata alla domanda di mobilità di questi territori e necessita di una parziale riorganizzazione dei percorsi e delle fermate che se pur non di competenza di un Piano di Bacino Provinciale, si ritiene che vada eseguita dalle singole Amministrazioni comunali in base alle esigenze specifiche dei territori coinvolti.

Nel 2016 la Regione Puglia ha disposto l’aggiudicazione diretta in favore di Trenitalia del contratto di servizio di trasporto per ferrovia a decorrere dal 1° gennaio 2018 per la durata di 10 anni prorogabile nel limite massimo del 50% (ossia ulteriori 5 anni). Inoltre, nel 2017 la Regione ha deliberato di procedere, previa rinegoziazione, all’aggiornamento dei contratti di servizio ferroviari in essere con le società Ferrotramviaria, Ferrovia Appulo Lucane, Ferrovie del Gargarno e Ferrovie del Sud Est; ha disposto  l’aggiudicazione diretta in favore delle società Ferrotramviaria, Ferrovia Appulo Lucane e Ferrovie del Gargarno a decorrere dal 1° gennaio 2018 per la durata di 10 anni prorogabile nel limite massimo del 50% (ossia ulteriori 5 anni); e ha disposto per i servizi ferroviari erogati dalla società Ferrovie del Sud Est, l’inizio delle procedure di gara al fine di aggiudicare il relativo contratto di servizio a decorrere dal 1° gennaio 2022 per la durata di 5 anni prorogabile nel limite massimo del 50% (ossia ulteriori 2,5 anni).

Secondo i dati dei prof napoletani per il Trasporto Pubblico Locale il 92,39% degli spostamenti nell’ora di punta e l’83,76% nell’intera giornata hanno un’origine ed una destinazione circoscritta alla provincia di Foggia. In maniera analoga, nel caso degli spostamenti totali (ossia su tutte le modalità) tali percentuali diventano il 98,34% nell’ora di punta ed il 96,21% nell’intera giornata.

La stima della domanda di spostamento intrazonale nella provincia di Foggia nell’ora di punta vale 102.024 persone, di cui solo 5.204 col mezzo pubblico, mentre 51.233 cittadini usano il mezzo privato. Gli altri si spostano in maniera soft, con misure di infrastrutturazione sociale, ossia non guidano un mezzo proprio, ma si spostano sempre in macchina. La stima della domanda di spostamento giornaliera intrazonale nella provincia di Foggia vale 1.260.376 spostamenti. Tra questi solo 30.081 riguardano il trasporto pubblico, mentre la restante parte è tutta privata.

A Manfredonia si stimano una domanda giornaliera di 114.983 spostamenti, di cui 2.123 col mezzo pubblico. Ebbene stando ad indiscrezioni del Ministero e a quanto si legge anche nel rapporto dei tecnici della Federico II appare ormai tramontata l’ipotesi di treno tram, almeno per la parte relativa alla penetrazione urbana della speciale tecnologia ferroviaria. Quel trenino, la cui omologazione e sicurezza era stata già messa in dubbio dall’assessore regionale Gianni Giannini, è ormai ferro morto tanto che i consulenti dell’amministrazione provinciale quando parlano di treno tram lo intendono come anche Bus Rapid Transit (BRT).

Pasquale Cataneo

Già, ma il collegamento Foggia-Manfredonia è su gomma o su ferro? Se il progetto di tram in città può essere ormai archiviato, lo stesso non si può dire dell’elettrificazione della linea ferroviaria dove tranquillamente può viaggiare un normale treno di linea. È questa l’idea del consigliere provinciale Pasquale Cataneo, che ha a cuore le vertenze trasporti. Questa mattina in Provincia, nella discussione sul Fondo di rotazione per le progettazioni del Patto per la Puglia del valore di 20 milioni di euro per tutta la regione, ha interrogato il capo di gabinetto Claudio Stefanazzi sull’eventualità del finanziamento dei due investimenti foggiani, Treno-Tram e piattaforma logistica. “Stefanazzi non ha notizia del finanziamento, entrambe le opere pubbliche rispondono a criteri di target e obiettivi e rientrano nella programmazione dei due allegati del Def 2016 e 2017 e nella Puglia Corsara. Perché se funziona il treno Foggia-Lucera non può funzionare anche il Foggia-Manfredonia, creando nella stazione Manfredonia-Ovest un nodo intermodale sul modello di quello foggiano? Perché non replicare anche a Manfredonia lo stesso modello di esercizio? I km bus non devono essere ridondanti”.

La linea di competenza di Trenitalia dal 12 dicembre 2016 è stata sospesa nel suo servizio ferroviario ed effettuata mediante autolinee gestite da Ferrovie del Gargano. Dal 10 giugno torneranno i treni per il periodo estivo direzione Siponto. Ma nulla toglie che questo schema, di successo a Lucera con il treno Flirt, non possa essere reiterato anche per la Manfredonia-Foggia.