È prevista per questo pomeriggio alle 17 una riunione di maggioranza dell’amministrazione foggiana di Franco Landella nella bella sede di Forza Italia di Via Salomone nei Quartieri Settecenteschi, organizzata dal coordinatore provinciale Raffaele Di Mauro. Non dovrebbero parteciparvi però gli esponenti della Lega. “Se mi invitano, ci vado, la mia carica non è stata congelata. Ma ci devono dire cosa hanno in mente per la città, che da anni non vive momenti positivi”, diceva ieri Silvano Contini a l’Immediato, che punta ad essere promosso alla segreteria provinciale.
Questa mattina Contini ha ricevuto l’invito a differenza di altri. “Sono mesi che non sono invitato a tali riunioni, quasi un anno”, è invece la constatazione di Pasquale Cataneo. Con Matteo Salvini, sempre più vicino ad una ipotesi di Governo, crescono le ambizioni della Lega, il cui partito al Sud tra aprile e maggio sarà letteralmente rifondato. Il congresso con ogni probabilità dovrebbe essere celebrato dopo l’estate. Cambierà lo Statuto e il tesseramento, Noi con Salvini va in soffitta, le nuove propaggini e i nuovi coordinamenti territoriali si chiameranno Lega-Salvini e uniranno il nome della città, con il leader che ha in mano ormai il centrodestra e punta a svuotare Forza Italia.
In tale contesto il cerignolano Fabrizio Tatarella sogna di succedere all’onorevole Rossano Sasso, secondo più di un osservatore. “Sasso è stato riconfermato come coordinatore regionale, ha lavorato bene, ha eletto 2 parlamentari, al congresso può succedere di tutto, ma spero sia riconfermato”, è l’analisi dell’avvocato Joseph Splendido alla nostra testata web.
Non mancano i rumors, come quello di Bruno Longo, la cui formazione sovranista a livello nazionale ha già indicato di voler aderire al partito salviniano. “C’è una tendenza in questo – ammette il consigliere comunale -, una parte potrebbe confluire in Fratelli d’Italia e la parte più consistente nella Lega, ma dobbiamo fare ancora un congresso di scioglimento. Alla Lega ci unisce il modello sovranista, ma la Lega al Sud è un insieme di persone, che si trovano per la prima volta in posizioni di vertice, c’è una gara a chi deve assumere il potere, non è il momento migliore, ci sono troppe gatte da pelare. Ho delle perplessità sulla loro democrazia interna. In Fratelli d’Italia quanto meno c’è la fiamma, c’è tradizione e assonanza, lì non ci sono problemi anche perché la Meloni non ha avuto l’exploit di Salvini, che apprezzo molto, posto che Alemanno ha accordi anche con Forza Italia”. Longo non nega infatti di aver fatto votare Michaela Di Donna e per il simbolo berlusconiano, mentre al Senato ha scelto di indicare solo il nome della candidata Antonella Spezzati, sulla base della scelta, fatta da tutti i sovranisti.
Intanto il tema si sposta sulle alleanze e sulla tenuta dell’amministrazione di Franco Landella. Il voto al bilancio delle prossime settimane appare oggi molto arduo. Ci sono spinte interne a far cadere il suo governo, benché molti sostengano che non convenga a nessuno, in particolare a coloro che sono anche consiglieri provinciali con la doppia carica (e ve ne sono ben quattro, Ursitti, Cusmai, Cataneo e lo stesso Splendido), sciogliere il consiglio.
In più oggi, a beneficiare di un tale gesto tafazziano, alle porte dei bandi dei cantieri del progetto “da periferia a periferia” da 18milioni di euro, sarebbe solo il Movimento 5 Stelle, che volerebbe grazie all’attuale onda e che si sta già preparando all’eventualità di elezioni anticipate, con reclutamenti mirati negli ordini professionali per creare una lista certificata competitiva, al di là del formidabile simbolo. La lotta tra vecchi attivisti e nuovi arrivati è appena cominciata tra i pentastellati, che hanno oggi una duplice leadership, formata dalla consigliera regionale Rosa Barone e dal neo senatore Marco Pellegrini.
Landella sa di essere inviso a gran parte del centrodestra. Come assicurarsi un futuro? Al possibile election day del 2019 potrebbe essere candidato addirittura alle Europee. “Non siamo per una riconferma di Landella, l’esperienza di un Landella bis porterà ad una sconfitta certa del centrodestra. Per la regola dell’alternanza, per l’inefficienza, per il non funzionamento della Giunta, oggi è innegabile che ci sia una disaffezione nel centrodestra in città”, osserva ancora Splendido. La prima ad essere fagocitata dal malumore amministrativo del resto è stata la stessa Michaela Di Donna, che aveva vinto su Rosa Menga nella provincia del collegio.
“Se non devo essere io il futuro candidato sindaco, voglio dire almeno la mia su chi debba succedermi, perché Forza Italia sono io”, avrebbe detto Landella in una delle tante riunioni di analisi del voto di questi giorni. Il sindaco si sente ancora forte e sarebbe pronto finanche a correre da solo con una sua lista civica, se le cose si dovessero metter male per lui. “Da solo Franco Landella vale ancora il 10%, attualmente resta il più forte”, spiegano alcune macchine elettorali.











