Tumori, neuronavigatore per interventi al cervello. La microchirugia sbarca agli Ospedali Riuniti di Foggia

Presso la Struttura Complessa di Neurochirurgia del Policlinico “Ospedali Riuniti” di Foggia, direttore Gaetano Rizzi, si eseguono dagli inizi del nuovo anno interventi chirurgici con l’ausilio del Neuronavigatore.
Si tratta di un sistema di localizzazione computerizzata che viene utilizzato per l’esecuzione di importanti interventi chirurgici al cervello. E’ dotato di una postazione, munita di monitor, collegata ad una coppia di telecamere a raggi infrarossi e a piccole sfere rifrangenti che facilitano la ricomposizione dell’immagine. Il chirurgo, in questo modo, riesce, in tutte le fasi dell’intervento, a sapere con precisione l’esatta posizione degli strumenti di microchirurgia che sta utilizzando in rapporto alle strutture anatomiche cerebrali e a distinguere più chiaramente le strutture sane da quelle colpite dalla neoplasia.

Il Neuronavigatore fornisce altresì informazioni in tempo reale sovrapponendo, sul monitor di riferimento, l’indicatore di posizione dello strumento chirurgico alle immagini di Tac o di Risonanza Magnetica encefalo del paziente, acquisite precedentemente. Inoltre, il Neuronavigatore viene collegato al Microscopio operatorio: l’immagine del computer e quella reale si fondono nel campo visivo del neurochirurgo che riesce in questo modo a visualizzare meglio i particolari della zona interessata. L’uso del Neuronavigatore consente anche al neurochirurgo di calcolare prima dell’intervento la migliore traiettoria da seguire all’interno del parenchima cerebrale. Si possono effettuare, inoltre, interventi sulla colonna vertebrale con riduzione dell’esposizione radiologica per il paziente, per i chirurghi e per gli operatori sanitari.

“I vantaggi del neuronavigatore – ha riassunto Rizzi – sono l’ottimizzazione dell’accesso chirurgico, la visualizzazione in tempo reale delle criticità, la localizzazione e l’identificazione delle lesioni tumorali con accuratezza sub-millimetrica e la valutazione intraoperatoria dei volumi asportati. La dotazione del neuronavigatore completa il percorso di crescita della Struttura di Neurochirurgia, iniziato anni fa dal dott. Gaetano Merlicco, a cui va la nostra gratitudine per la sua professionalità, umanità, generosità d’animo e spirito di sacrificio”.

“Il neuronavigatore – ha precisato Laura Moffa, direttore sanitario degli Ospedali Riuniti’ – consente di visualizzare con estrema precisione i tumori, permettendo un ottimale orientamento anatomico durante l’intervento chirurgico, grazie all’utilizzo della stessa tecnologia dei navigatori satellitari. Grazie alle immagini che si possono ottenere è infatti più facile circoscrivere il tessuto tumorale e rimuoverlo, riducendo al minimo il rischio di provocare danni funzionali ad altre zone del cervello limitrofe alla lesione”.

“L’acquisto del neuronavigatore è un importante investimento per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria. Tale sforzo andrà ad incrementare la capacità e la qualità dei servizi di un reparto già di eccellenza ai fini della migliore efficacia e precisione delle prestazioni della struttura complessa di Neurochirurgia. La conseguente riduzione dei tempi chirurgici avrà, inoltre, come evidente risvolto anche una ottimizzazione della spesa sanitaria” ha aggiunto il direttore amministrativo Michele Ametta.

“L’acquisizione di questa innovativa tecnologia – ha concluso il direttore generale dei Riuniti, Vitangelo Dattoli, – si inserisce nel più ampio piano di ammodernamento del Policlinico che raggiungerà la massima espressione con la consegna del nuovo Dipartimento di Emergenza Urgenza. La Neurochirurgia è una struttura all’avanguardia per l’utilizzo di tecnologie avanzate quali il microscopio operatorio, l’endoscopio, l’amplificatore di brillanza, il casco stereotassico, l’aspiratore ad ultrasuoni e oggi anche il neuro navigatore. La neuronavigazione rappresenta il miglior approccio per il trattamento della patologia neoplastica cerebrale perché è l’unica metodica che garantisce un’alta precisione con una minima invasività e minori complicanze per il paziente e permetterà di incrementare agli “Ospedali Riuniti”il trattamento delle lesioni cerebrali con il miglioramento della qualità del servizio, una maggiore attrazione dell’utenza ed una migliore tutela della salute”.

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