Nebbia fitta a Cerignola, 4 scartati per le Politiche. Scacchiere berlusconiano in ebollizione

Domenica 28 gennaio si celebrerà la Santa Messa ad un anno dalla morte di Salvatore Tatarella, mentre proprio il collegio camerale di Cerignola-Manfredonia appare ai più il meno comprensibile di tutto lo scacchiere dei 5 collegi uninominali della Capitanata. Nebbia alta sotto il Duomo della città mascagnana, dove sono stati già sacrificati e scartati Antonio Giannatempo (perché la quarta gamba di Raffaele Fitto non può avanzare altre postazioni), il figlio di Castellano, addirittura Roberto Ruocco tornato alla carica e Mimmo Farina, bruciato dal fuoco amico dei Fratelli d’Italia. Il centrodestra non ha un suo nome a Cerignola.

Ma il cruccio per i partiti restano le donne da schierare in campo. Se alla Camera infatti basta candidare il 40% di donne a livello nazionale tra listino e collegi nei diversi partiti, per il Senato la percentuale è regionale e ogni coalizione deve individuare almeno tre politiche da schierare in Puglia all’uninominale. Ecco dunque che i giochi si “sballano”. Una candidata va allineata anche nella Puglia Nord.

Fino a ieri il vicepresidente del consiglio regionale Giandiego Gatta era dato per sicuro candidato al Senato all’uninominale nel centrodestra con Forza Italia, con un accordo anche con Nino Marmo alla Camera che lo avrebbe aiutato sul palco nei territori non suoi, nella Bat.

Ma nella notte qualcosa è cambiato. Il partito di Gino Vitali ha chiesto al campione di consensi sipontino di correre alla Camera. Cosa per lui impensabile. “Non posso scontrarmi con l’amico e compaesano Pd Michele Bordo”, ha asserito. Piuttosto rinuncio. Il che potrebbe per lui essere assai più conveniente, ove si consideri che il centrodestra potrebbe ritornare al governo sul Lungomare Nazario Sauro.

Lo scacchiere berlusconiano è in continua evoluzione ed ebollizione e c’è chi scommette che la donna, per il Cerignola-Manfredonia camerale, sarà individuata nella Lega di Matteo Salvini, da scegliere tra Patrizia Melchiorre, vice coordinatrice provinciale originaria del Golfo, e la viestana Lucia Zito.

Con Michele Bordo a Montecitorio e la probabile Elena Gentile a Palazzo Madama, quell’area sarebbe di fatto consegnata al centrosinistra, dicono gli osservatori.

Ma potrebbero correre anche i nomi nazionali Barbara Saltamartini di Roma o Giuseppina Castiello di Afragola. Il tutto mentre continuano le carte bollate da parte di Roberto Fanelli, che si sta rivoltando anche contro il potente barese Rossano Sasso, coordinatore regionale salviniano.

Si cambiano i magneti sulla cartina geografica anche nella quarta gamba, secondo le ultime news romane Angelo Cera sarebbe solo capolista di Noi con l’Italia, senza più collegio, mentre il senatore Lucio Tarquinio potrebbe accollarsi il collegio sanseverese e lucerino per lasciar spazio a Giannicola De Leonardis al Senato, per il quale tanto lavora Paolo Dell’Erba.

Stabili le quotazioni di Michaela Di Donna, il cui genere, essenziale in questa partita, è evidenziato anche nel nome, anche se non ha perso le speranze Luigi Miranda, che mira ad avere ancora l’ultima carta da giocare ad Arcore col Presidente.