M5S, casalinghe laureate e professionisti: chi sono i vincitori delle Parlamentarie

Rosa Barone e Luigi Di Maio

di ANTONELLA SOCCIO

Il giorno dopo la pubblicazione sul sito ufficiale del MoVimento 5 Stelle dei più votati alle Parlamentarie online della piattaforma Rousseau emergono almeno un bel po’ di dati per la provincia di Foggia.

Passiamoli al dettaglio.

Scavalcati da Bat e terra di Bari

Il primo elemento di analisi era stato ampiamente previsto dagli epurati dal filtro di qualità di Beppe Grillo. La metafora di alcuni attivisti è atletica. “Se alla corsa dei 100 metri, togli i primatisti, è chiaro che gareggia gente che i cento metri li fa in 20 secondi anzi in 10”. Che tradotto significa che i parlamentari uscenti, assenti in questa legislatura in Capitanata, hanno avuto la meglio: Giuseppe D’Ambrosio di Andria alla Camera e Lello Ciampolillo di Bari al Senato. La provincia di Foggia non ha un suo capolista su cui puntare, deve sperare di eleggere il secondo del listino plurinominale. Cosa non impossibile, anzi, ma comunque rappresenta un vulnus sul territorio dove si compete con signori e signore di tutto rispetto delle preferenze negli altri partiti. Signori e signore, che hanno storie, bacini di riferimento e spesso anche clientele forti.

Marialuisa Faro

I “portavoce” uscenti ce l’hanno fatta (quasi tutti)

La società civile resta invece fuori. Gli iscritti al Movimento 5 Stelle hanno rinnovato la fiducia in quello stretto giro di parlamentari uscenti e militanti storici, molti dei quali già con ruoli amministrativi o negli staff dei gruppi.

C’è chi parla di una “casta” pentastellata più uguale degli altri, ma lo stesso Luigi Di Maio ieri a Pescara, nella presentazione del programma, ha sottolineato che i parlamentari uscenti hanno lavorato in questi 5 anni. Di certo non ci si poteva sbarazzare di loro. Una classe dirigente che si è preparata ed è pronta per l’uso. Sul tema il filtrato numero uno, il sammarchese Luigi La Riccia, imita il capo politico Luigi Di Maio e gira un video alla guida della sua auto, ma senza sottofondo di Orietta Berti, nel quale spiega che “le epurazioni di attivisti visibili erano una manovra per blindare i parlamentari uscenti”. Secondo La Riccia la “manovra”, come la chiama, sarebbe nazionale, ma in Puglia è stata più accentuata. “La Puglia rispetto alle altre regioni ha una percentuale più alta, ai parlamentari dei 5 Stelle chiederei qual è la differenza tra loro e il Pd? In cosa siete diversi se vi siete candidati accanto a figurine senza peso?”. Manca la democrazia interna, dice al volante. “Ci avete indottrinato col turpiloquio del regolamento. Avete illuso parecchie migliaia di cittadini e vi fate accarezzare in pubblico da potentati locali e imprese, un po’ come faceva Renzi. Sono molto incazzato, non solo per la mia esclusione, perché la manovra è stata utilizzata in tutta Italia a macchia di leopardo. Alessandro Di Battista va da Barbara D’Urso, vi manca solo Uomini e Donne, avete annullato tutte le differenze tra noi e gli altri partiti. Per fortuna che c’è il programma, l’unica cosa positiva. Ciao e buone cose ragazzi”, osserva salutando con molta efficacia televisiva.

Luigi Lacci

Le donne

Un altro dato è rappresentato dalle quote di genere. Essendo i primi due uomini, uscenti appunto, alla Capitanata è stata assegnata la seconda postazione femminile che è andata a due donne attiviste della prima ora: Marialuisa Faro di San Nicandro alla Camera e Gisella Naturale di Torremaggiore.

“Sono felicissima! È bellissimo poter contribuire ed esserci in questa campagna elettorale che porterà il M5S al governo! Uniti per un cambiamento epocale che porterà i cittadini artefici del loro futuro”, ha scritto Naturale, casalinga laureata al Dams, che era stata già candidata sindaca a Torremaggiore. Lo stesso per Faro, che era stata candidata sindaca a San Nicandro in una delle primissime liste territoriali.

Gisella Naturale

Vincono i “trombati”?

Come per gli altri partiti, anche nel MoVimento hanno prevalso tre nomi tra Camera e Senato che già si erano candidati nei rispettivi territori alla massima carica elettiva. Perché dare loro fiducia se sono stati già perdenti una volta e promuoverli addirittura in Parlamento? Ci si farebbe questa domanda nei partiti tradizionali, dove spesso a chi perde viene poi assegnata una poltrona nel sottogoverno o un ruolo di minoranza nell’organizzazione partitica. Il vecchio regolamento del M5S partiva dall’assunto delle liste certificate, ma oggi era stato superato. Non per la Capitanata, che ha replicato comportamenti di voto da 2013. Giorgio Lovecchio, imprenditore e concessionario della Nissan, già candidato a Castelluccio, arriva solo terzo per la Camera: “Leggere il mio nome nel listino plurinominale, mi emoziona tantissimo, adesso incomincia la corsa per arrivare al governo. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in me, ed in particolare il gruppo del quale faccio parte”, ha specificato.

La compattezza dell’Alto Tavoliere

Tra San Severo e Torremaggiore hanno saputo far di certo più squadra. I meetup hanno promosso non solo la seconda candidata nel plurinominale al Senato, Gisella Naturale, ma anche la psicologa Francesca Troiano, giunta quarta alla Camera dopo Giorgio Lovecchio e Lucia Buoncristiano, seconda supplente, dopo il bocconiano Fabrizio Baia, che aveva lavorato nella Casaleggio&Associati nel 2013 ed era sul palco a Milano accanto a Dario Fo. “Grazie a tutti per la fiducia, anche se non sarò in lista. La strada da fare per cambiare e salvare questo paese è davvero tanta, ma il primo, importantissimo passo è votare M5S, perché l’obiettivo è più importante di noi, dello staff, dei portavoce, del capo politico e perfino del garante. I partiti sono solo due: quello dei privilegi e dei privilegiati che hanno distrutto l’Italia e quello degli onesti”, il commento di Buoncristiano.

Lucia Buoncristiano

È sanseverese anche il primo dei supplenti (ossia coloro che potrebbero subentrare in caso di un secondo filtraggio di qualità per la pattuglia della lista) al Senato, il primo dei non eletti, Luigi Lacci. Per trovare una foggiana al Senato bisogna arrivare all’ultima postazione dei supplenti, con la professionista Cinzia Citarelli.

“Un grosso in bocca al lupo ai candidati di Foggia e provincia che si sono ben piazzati alle spalle dei parlamentari uscenti. Spero che scatti il secondo seggio (sia alla Camera e sia al Senato) in modo che le candidate della nostra provincia siano elette. Per quanto riguarda la mia posizione, il 13 gennaio ho dato la mia disponibilità per la candidatura all’uninominale specificando che rinunciavo a correre alle parlamentarie e alla eventuale conseguente candidatura nel listino. Entro la fine della settimana si conosceranno i candidati di tutti i collegi uninominali. Ho chiesto io di essere estromesso dalle parlamentarie (quindi dai collegi plurinominali) per poter concorrere all’uninominale. Fra qualche giorno si saprà se la mia autocandidatura è stata presa in considerazione. Sono tornato ieri dalla tre giorni di Pescara e ho l’umore a mille. Sono curioso di vedere l’elenco completo con i voti di preferenza per capire se hanno ragione loro o se, invece, non compaio nell’elenco perché ho chiesto io di essere mandato all’uni nominale. Qualche giorno di attesa e sapremo anche questo”, ha detto a l’Immediato l’ingegnere Marco Pellegrini, promotore del comitato Appelliamoci!

L’uninominale deve ora trainare

Le più grandi città della provincia, Foggia, Manfredonia, Lucera, Cerignola, si trovano senza candidati  nelle posizioni che contano. La legge elettorale che non prevede il voto disgiunto si fonda sull’effetto traino che dal listino si riverbera nel collegio uninominale e viceversa. È indubbio che serviranno ora delle persone con maggiore appeal di Naturale e Faro, provenienti da centri più piccoli. Il voto d’opinione e la carica del Rally di Luigi Di Maio non possono bastare per vincere nei collegi dove si schierano pezzi da 90 nel centrodestra, ma anche nel centrosinistra. Senza contare i voti territoriali di Liberi e Uguali.

“Marialuisa Faro è famosa nel giro grillino, fu la prima candidata sindaca nel 2013 a San Nicandro, una delle prime a credere nel MoVimento – spiega alla nostra testata web Mario Furore -. Per gli uninominali dovranno essere selezionati persone un po’ più frontman. Chi è interessato ha inviato il curriculum a Di Maio e allo staff di Beppe Grillo. Adesso Di Maio e Beppe Grillo selezioneranno i curricula tra gente che deve trascinare di più”.

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