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Home - Torna NIDI, chance per i giovani pugliesi. “La rivoluzione è gestire un’azienda confiscata alla mafia”

Torna NIDI, chance per i giovani pugliesi. “La rivoluzione è gestire un’azienda confiscata alla mafia”

Di Antonella Soccio
8 Gennaio 2018
in Economia
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di ANTONELLA SOCCIO

Nuova tranche di Nidi presentata questa mattina in Regione Puglia. Con l’assessore Michele Mazzarano i vertici di Sviluppo Italia, il governatore Michele Emiliano e la referente di Libera pugliese Daniela Marcone, responsabile Memoria. Nidi, come ha spiegato Mazzarano, è stato il più potente strumento di autoimpiego della scorsa programmazione e ha dato la possibilità a tantissimi giovani pugliesi di creare imprese. “La Puglia è disseminata di attività rivenienti da questi fondi. Ora la novità è data dalle aziende confiscate alla mafia. Il confronto con Libera ha portato a delle agevolazioni per le imprese innalzando i livelli di investimenti. Da 120mila euro si alza il limite a 250mila euro con agevolazioni fino a 200mila euro. È un unicum a livello nazionale, è una innovazione, che consente di poter dire con grande forza di star aprendo questa possibilità alle esperienze legate ai beni confiscati”, ha rimarcato l’assessore.

Chi ci ha pensato prima di tutti è stato il compianto Stefano Fumarulo. I beni confiscati diventano così un grande patrimonio pubblico. È un incentivo, grazie alla forza della antimafia sociale, che il prossimo 21 marzo porta a Foggia l’evento nazionale di Libera.
Dal suo canto Michele Emiliano, il presidente, ha sottolineato la sua voglia di salutare i riferimenti di Libera. “Questo adattamento della misura è uno di quei sogni messi su con Fumarulo”.

“Oggi è una giornata storica, il 21 marzo a Foggia era stato deciso prima, poi il destino ha voluto che Foggia e la Puglia avessero bisogno di particolare attenzione – ha ricordato -. Non siamo il paradiso terrestre, l’elmo di San Michele ci impone la necessità di essere vigili e tale vigilanza passa anche attraverso l’economia per combattere, dissuadere e prefigurare scenari. La costruzione della cultura d’impresa fuori dalle prassi della mafia servirà a crescere”. Il Governatore si è lasciato andare a racconti privati politici.

“Questo Natale senza Fumarulo è stato strano, faceva degli interludi, mi sono dovuto rassegnare a parlare di lui solo attraverso questa conferenza”.
“Per noi era un sogno che il 21 marzo di memoria e impegno divenisse giornata nazionale – ha continuato la foggiana Marcone, figlia della vittima di mafia Francesco Marcone -. L’esercizio della memoria cammina quasi di pari passo con la retorica, dobbiamo stare attenti. Raccontare di questo bando realizza un sogno di tutti. La rilevanza del sequestro è fondamentale, gli attacchi ai beni confiscati sono stati molti in questi anni. Il bando Nidi apre questa possibilità, proprio le aziende confiscate sono quelle che hanno più problemi, ci sono ostacoli. Chi prova a gestire un’azienda confiscata fa una rivoluzione. L’altra parte importante è la formazione, nella nostra regione le mafie continuano a sparare e leggiamo di persone che si trovavano nel posto sbagliato. Ma non esiste un posto sbagliato. Che parta dalla Puglia una rivoluzione per dire che erano nel posto giusto”.
Grazie al codice antimafia la norma disincentiva anche i racket corruttivi della politica, ha aggiunto il presidente. 20 le aziende in Puglia dove c’è un amministratore giudiziario. Con la opzione di Nidi i dipendenti possono costituire una cooperativa, se ci sono confische di tipo definitivo. Le 20 imprese in Puglia in tutte le province sono quasi per lo più attività commerciali, servizi di ristorazione e PMI manifatturiere. Vi sono anche molte imprese agricole che però non rientrano nel bando. Le coop potranno anche avere delle agevolazioni per i beni usati. Sono invece 40 gli immobili confiscati alla mafia in Puglia, sui quali come a Cerignola potranno essere avviate attività di impresa.

Tags: Daniela MarconeLiberamafiaMichele EmilianoNidiPuglia
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