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Home - Mangano: cosa si vede nel video degli abusi sessuali, la ricostruzione della polizia

Mangano: cosa si vede nel video degli abusi sessuali, la ricostruzione della polizia

Di Francesco Pesante
4 Gennaio 2018
in Cronaca
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“È auspicabile che se esistano altri casi si facciano avanti”. Ad affermarlo è Agostino De Paolis, figura storica della Polizia di Stato in provincia di Foggia e attuale commissario di Manfredonia, contattato da l’Immediato alla luce della condanna a 3 anni e 4 mesi inflitta al “re della tarantella garganica”, Michele Mangano.

Furono proprio gli uomini del commissariato sipontino a condurre le indagini, gestite sotto traccia ed incentrate sulla denuncia della ragazza. “Si rivolse a noi nell’immediatezza – ricorda De Paolis -. Era preoccupata e spaventata”. Il lavoro degli investigatori si concentrò subito sui filmati della videosorveglianza posta nei pressi del porto turistico di Manfredonia, vicino al luogo dove Mangano fermò il furgone con all’interno la vittima, all’epoca minorenne. “Nel video si vedeva la ragazza mentre cercava di divincolarsi – dice il dirigente di polizia -. Lui provava a trattenerla ma alla fine la vittima riuscì ad uscire dal veicolo e fuggire via”.

Un tema molto attuale quello delle molestie, dopo gli scandali che hanno travolto il mondo dello spettacolo a livello nazionale e mondiale. La notizia della condanna a Mangano – data in esclusiva da l’Immediato e ripresa da numerose testate nazionali – ha spaccato il popolo del web nonostante l’esistenza di una chiara sentenza del giudice. Al momento l’artista originario di Monte Sant’Angelo, ambasciatore della tarantella del Gargano nel mondo, paga a caro prezzo i presunti palpeggiamenti e un bacio ad una ragazza minorenne. Atteggiamento giudicato perseguibile dal gup Armando Dello Iacovo del tribunale di Foggia che lo scorso 11 dicembre ha condannato Mangano al termine del processo di primo grado, svolto con il rito abbreviato (sconto di un terzo della pena, ndr). Stando all’articolo 609 bis del codice penale, per questo genere di reati gli imputati rischiano da cinque a dieci anni di reclusione. Le esatte motivazioni della sentenza si conosceranno a marzo.

Ad oggi vince la linea del legale della vittima, una ragazza manfredoniana che all’epoca dei fatti aveva 17 anni (l’episodio risale al 29 maggio 2016). Mangano dovrà anche risarcire i danni che saranno quantificati in sede civile.

Pronto l’appello da parte dell’avvocato del ballerino. “Sarà assolto”, ha fatto sapere. Riflettori puntati su quei 4 minuti di sosta in un parcheggio ripresi dalle telecamere. Un arco di tempo troppo breve, secondo la difesa, per compiere gli abusi per cui l’artista 55enne è stato condannato.

Nel frattempo il “re della tarantella garganica” – libero in quanto il ricorso in appello rende la pena non esecutiva -, continua a tenere banco sui social. Dopo aver provato a smentire la notizia della condanna, oggi ha postato una foto di San Michele scrivendo: “San Michele, è ora di tagliare la testa ai demoni”. Santi a parte, Mangano avrà la possibilità, in appello, di dimostrare la sua innocenza, in un sede più opportuna rispetto ai social network.

Tags: ManfredoniaMichele Manganomonte sant'angelopoliziaviolenza carnale
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