Residenze sanitarie per anziani, cambiano le regole in Puglia

Immagine di repertorio

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza e con il voto contrario del M5S la proposta di legge, d’iniziativa dei consiglieri Mazzarano, Romano, Abaterusso, Lacarra e Campo, sulla “Riorganizzazione delle strutture socio-sanitarie pugliesi per l’assistenza residenziale alle persone non autosufficienti. Istituzione RSA ad alta, media e bassa intensità assistenziale”.
La pdl introduce elementi di chiarezza e razionalizzazione nel settore e, soprattutto, punta a far sì che gli ospiti delle RSA, anche in caso di aggravamento, possano continuare a rimanere nelle stessa struttura, che dovrà essere nelle condizioni di erogare prestazioni di bassa, media ed alta intensità assistenziale.
La Giunta regionale dovrà approvare entro tre mesi un regolamento di applicazione che disciplinerà in particolare il funzionamento delle RSA, gli standard strutturali, organizzativi e funzionali nonché i requisiti di esercizio, le dotazioni organiche necessarie e la formazione continua del personale addetto. Previste anche la rideterminazione delle tariffe per patologia e per l’alta, media e bassa intensità assistenziale e la rideterminazione del fabbisogno regionale di posti letto di RSA da rivedere ogni quinquennio.
Tra gli emendamenti approvati quello che ribadisce il domicilio come luogo privilegiato di cura. Qualora la ASL non riesca a soddisfare, tramite personale proprio o in convenzione, il relativo fabbisogno per i soggetti non autosufficienti, potrà stipulare accordi contrattuali anche con le RSA che dovranno essere autorizzate e accreditate per l’erogazione di prestazioni di cure domiciliari.
I direttori generali delle ASL, inoltre, dovranno definire transazioni rispetto ai contenziosi pendenti sulle quote di compartecipazione del SSR, “previa acquisizione del parere legale sulla convenienza” dell’operazione “e a condizione che risulti accantonata nel fondo rischi del bilancio la relativa copertura finanziaria”. Per i nuovi posti letto da attivare nelle RSA sarà sperimentato – per un periodo massimo di tre anni – il principio della libera scelta da parte dell’utente circa la struttura che lo deve ospitare.
Previsto, infine, ogni tre anni un tavolo di studio finalizzato all’aggiornamento della contrattazione collettiva di categoria, su iniziativa della stessa Regione o di due distinte rappresentanze sindacali regionali dei lavoratori o di tre rappresentanze sindacali aziendali facenti riferimento anche a strutture diverse . Previsto anche il coinvolgimento delle associazioni maggiormente rappresentative degli interessi delle strutture.





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