Una Foggia più underground con Disco UNDO, bistrot anticonformista di Francesca e Lello

Metti una esperta e abile manager della ristorazione con anni di intenso lavoro per altri nell’organizzazione di eventi. Metti un rivenditore specializzato nella vendita di DJ equipment, capace di diventare subito un punto di riferimento in città per il settore della musica dance. Metti che le due anime siano già legate sentimentalmente. Da questo connubio vien fuori Disco UNDO, il locale alternativo e insolito che da una settimana ha rinnovato lo stile di Piazza Cesare Battisti, promettendo un clima più metropolitano e underground a Foggia.

Dalle due passioni di Francesca e Lello, meglio noto con il solo nome di Cerrini (il suo cognome), nasce un bistrot dal sapore anticonformista e intimo. Questa sera ci sarà “Aperitundo, il piatto che crede di essere un Disco”, quella sottile linea tra un disco e un piatto, per la selezione musicale disco, funk & deep di Giulio Abbattista con Nepo Collage. Gli hashtag sono chiari: il locale è #unpodisco #unpodrink #unpofood, ma di mattina è anche un rilassato caffè.

“Se non ci credi in una cosa, non la puoi fare, abbiamo voluto unire le nostre passioni, abbiamo cercato per molto tempo uno spazio adeguato, anche in Via Mario Pagano dove Lello ha Disco View, poi questo luogo ha trovato noi”, spiega a l’Immediato Francesca raccontando del motivo che ha indotto i due coniugi ad aprire Disco UNDO di fronte al Teatro Umberto Giordano.

È casuale che anche loro abbiano scelto uno spazio in centro, dove si stanno concentrando gli investimenti di molti giovani. “Vogliamo che i clienti sentano la nostra energia, che possano uscire col sorriso e vivere un clima positivo”, continua. Non è un locale troppo inusuale per la realtà foggiana? Francesca sorride. Qualcuno deve pure iniziare a proporre idee per una socialità diversa dal consueto stare a tavola grazie ad una pizza o ad una serata convenzionale, in una cornice classica di consumo enogastronomico. “Io vedo la convivialità anche in un caffè, il nostro non è un ristorante, facciamo aperitivi, antipasti, nel segno dalla stagionalità, ma abbiamo un laboratorio piccolissimo. È quello che volevamo offrire, per creare un ambiente familiare, poco formale”. La musica fa il resto, non è tappetino da sottofondo. Caffè e locale notturno insieme, con una energia accogliente, resa possibile anche da una straordinaria ricerca nei materiali d’arredo, tutti artigianali. Dalle sedute ai tavoli, fino ai banconi, passando per la parete cemento e per le luci minimal industriali, realizzate a mano dal padre di Francesca. Il suo è un talento, che architetti e interior designer dovrebbero coltivare.

“Abbiamo immaginato tutto noi, lo spazio, il logo, la vetrina. Speriamo che la gente ci dia risposte, le persone stanno cominciando a conoscerci. C’è chi viene per ascoltare musica, chi per sapere delle nuove strumentazioni musicali, chi semplicemente per prendersi un caffè o un drink. Noi speriamo di poter creare un incontro piacevole, ci guida la passione”.



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