“Lex Puglia”, le proposte del M5S. Dal cyberbullismo al parto non medicalizzato

Grazia Di Bari

Sono in discussione all’interno del sistema di democrazia diretta Rousseau del Movimento 5 Stelle, con la dicitura Lex Puglia, numerose proposte di legge attivate dai consiglieri regionali pentastellati. Tra le più innovative, legate al welfare e ai servizi alla persona, si segnalano negli ultimi giorni quelle della portavoce Grazia Di Bari, che è intervenuta con delle proposte sul cyberbullismo e sul parto non medicalizzato, che potranno essere ampliate dagli iscritti fino al gennaio 2018. “Il mondo digitale e virtuale se da un lato rappresenta una grande opportunità di sviluppo e crescita culturale e sociale dei giovani, dall’altro presenta delle insidie e dei pericoli ed è in questo contesto che si sviluppano anche i fenomeni del cyberbullismo. Il testo normativo è di 9 articoli. La legge si prefigge di prevenire e contrastare il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo. La Regione promuove e sostiene  una serie di iniziative e di interventi volti alla diffusione della cultura della legalità e del rispetto della dignità personale, della tutela della integrità psico-fìsica dei bambini e degli adolescenti e per un utilizzo consapevole degli strumenti informatici e della rete, in particolare nell’ambiente scolastico”, spiega in un video messaggio.

Con la proposta di legge viene promosso l’avvio di specifiche intese e di interventi congiunti con i servizi minorili dell’amministrazione della giustizia, delle prefetture – uffici territoriali del governo – delle forze dell’ordine, delle aziende sanitarie locali e degli enti locali, volti ad instaurare forme permanenti di collaborazione. I soggetti beneficiari degli interventi saranno gli enti locali, le istituzioni scolastiche, le aziende del Servizio Sanitario Regionale, di seguito denominate ASL, i soggetti del terzo settore e le associazioni sportive dilettantistiche, che operano in Puglia, iscritte nel registro del CONI.

Risponde invece all’esigenza di riconoscere normativamente la libertà nonché il diritto della donna di scegliere come partorire in Puglia l’altra iniziativa di legge. “Negli ultimi decenni, si è assistito ad un processo di “medicalizzazione” ed “ospedalizzazione” della gravidanza e del parto, che ha progressivamente snaturato questi eventi normalmente fisiologici ed ha contribuito ad aumentare sensibilmente la spesa pubblica sanitaria – si legge nell’accompagnamento alla norma -. Alla eccessiva medicalizzazione del parto, concretizzatasi soprattutto nel frequente ricorso al taglio cesareo, hanno contribuito non soltanto le esigenze di medicina difensiva e di matrice medico-legale avvertite dai medici, ma anche fattori culturali legati alla negazione delle capacità della donna, alla stereotipizzazione del parto, alla carenza di informazioni scientificamente appropriate sul parto fisiologico e sugli effetti collaterali della medicalizzazione. L’eccesso di interventi medici ha, così, progressivamente sottratto alle donne la fiducia nelle proprie competenze biologiche, rendendo per loro sempre più difficile partorire in modo naturale, ed ha avuto delle notevoli ricadute economiche sul singolo cittadino e sulla collettività; ciò, in spregio a quanto dichiaratamente sostenuto dalla comunità scientifica e dall’OMS, secondo cui “la nascita rappresenta un importante evento personale, familiare e sociale ancor prima che sanitario”.

La legge

Al fine di garantire e salvaguardare la libertà di scelta consapevole della donna, le Aziende sanitarie locali attiveranno strumenti informativi specifici anche in collaborazione con associazioni di volontariato ed organizzazioni del privato sociale interessate, tesi a diffondere la conoscenza degli aspetti clinici, tecnico-organizzativi e normativi del percorso nascita e dell’evento parto.

Antonio Trevisi

Si sta occupando dell’istituzione di un Fondo di Rotazione per avviare in fase sperimentale il reddito energetico, il consigliere Antonio Trevisi, per incentivare l’autoproduzione da energie rinnovabili e far diventare i cittadini da semplici consumatori di energia dei prosumers. La proposta di legge mira a realizzare  la creazione di un fondo di rotazione per l’acquisto e la messa a disposizione, da parte della Regione, di impianti fotovoltaici sulle coperture delle case dei cittadini dando la possibilità ai beneficiari di utilizzare gli impianti in comodato d’uso. La quota di energia in eccesso viene venduta in rete e i proventi percepiti dalla Regione sono reinvestiti per alimentare il Fondo.

In questo modo si raggiunge un triplice obiettivo, come spiega il Trevisi sulla piattaforma Rousseau: la tutela dell’ambiente grazie al contributo all’abbattimento delle emissioni atmosferiche ottenuto mediante il progressivo incremento della produzione d’energia elettrica da fonti rinnovabili; la  promozione della coesione economico-sociale, attraverso il progressivo incremento delle utenze beneficiarie del consumo gratuito dell’energia elettrica e la promozione dello sviluppo economico del territorio.