Gino Lisa, a Bari tira una brutta aria per il futuro dello scalo. “La Puglia può sostenere 4 aeroporti?”

Abaterusso e Romano

All’indomani della delibera di indirizzo della Giunta regionale che dà il via libera all’attivazione di voli di linea nell’aeroporto Arlotta di Grottaglie e dà mandato ad Aeroporti di Puglia di usare denaro pubblico per dotare di uomini e mezzi lo scalo tarantino, insieme agli annunci per il Gino Lisa con l’opzione della Protezione Civile, un escamotage che permetterà di allungare la pista e di sbloccare i fondi, il Gruppo regionale Art.1-Mdp ha tenuto una conferenza stampa sul futuro degli aeroporti pugliesi al II° piano del Palazzo del Consiglio regionale di via Capruzzi, a Bari. Sono intervenuti presidente del Gruppo Ernesto Abaterusso e il consigliere Pino Romano. Hanno seguito i lavori anche Marcello Sciagura e Maria Luisa D’Ippolito del comitato Vola Gino Lisa, per sincerarsi del sentimento dei diversi gruppi politici dei vari territori pugliesi. Come prevedibile sul Gino Lisa non tira una bell’aria. La sinistra di Via Capruzzi, dopo la fuoriuscita di Mino Borracino di Sinistra Italiana, anche con Mdp mostra le prime insofferenze alle politiche di Michele Emiliano. Ogni tema è buono per contrastare la Giunta. Nel caso di Abaterusso e Romano si è di fronte ad una vera e propria difesa degli interessi della terra di Bari. La classe dirigente politica barese ha fatto lobbing stamattina in Regione Puglia nei confronti dei due scali regionali, Bari e Brindisi, sui cui fin qui Aeroporti di Puglia ha concentrato i suoi investimenti in maniera robusta e quasi esclusiva.

“L’apertura al traffico civile per gli aeroporti deve essere prevista dal piano nazionale degli aeroporti – hanno esordito -. Se la Puglia può sostenere con un piano industriale, con un piano di fattibilità, con un piano dei vettori, ma anche con lo studio sulla popolazione di riferimento quattro aeroporti, esattamente quanto la Lombardia, allora va benissimo. Ma se queste scelte rischiano di minare, in un contesto come quello attuale di crisi dei low cost che può determinare per la Puglia un calo pesante del numero dei passeggeri, il sistema complessivo pugliese, noi allora dobbiamo dire alt. Attenzione, fermatevi, ragionate, riflettete, chiamate dentro questa vostra idea l’Enac, che ha voce in capitolo, chiamate dentro il Ministero competente, che ha voce in capitolo. Una volta individuato il percorso e gli strumenti attraverso i quali diventa concreta questa scelta, andate avanti, ma fatta così diventa una battaglia tra territori, che non aiuta la Puglia”.

Abaterusso ha fatto esempi, poco calzanti, secondo i due attivisti foggiani, riferendosi ad uno scalo come quello di Brescia, distante da Orio al Serio solo 50 km. “Noi oggi sappiamo nel sistema aeroportuale nazionale che la Lombardia che ha 10 milioni di abitanti e 15 milioni di passeggeri su base annua, non riesca a mantenere l’aeroporto di Brescia, che è in profonda crisi – hanno detto i due eletti -. La Sicilia, parola di Delrio, ha 4 aeroporti, 3 dei quali sono in stato di fallimento. Va bene la scelta, ma se è supportata da analisi scientifica e di flussi. Un aeroporto non si mantiene con 4 voli, un aeroporto costa. Se Grottaglie o Foggia o Galatina devono diventare  strumenti per il sistema aeroportuale, devono essere opportunità che fanno crescere. Non devono mettere in difficoltà il sistema. Noi crediamo che di questo passo non ci sarà il braccio di ferro tra Pisa e Grottaglie, ma tra Bari, Brindisi e Grottaglie, perché le difficoltà stanno aumentando”. Il timore dei politici baresi è perdere il monopolio. E hanno proseguito: “Sul tema serve l’autorizzazione dell’Enac e non mi pare che Riccio abbia dato in queste ore il suo ok. Anzi. L’ultima volta che ha parlato con Emiliano ha specificato di voler  far arrivare le merci a Grottaglie dalla California in due, questa è stata la discussione del marzo 2017. Dopodiché cosa è cambiato? Il sistema è andato in crisi? Oppure è cambiato l’assessore? Il tema del terzo e del quarto aeroporto pugliese nasce dal 2015-2016. Con Loizzo si rispose in un certo modo, l’assessore Minervini pure. Adesso Giannini ha posto sempre lo stesso equilibrio. Ora cosa è cambiato? Noi chiediamo professionalità e competenza e visione, perché se vi sono le condizioni nulla quaestio, ma diteci che vi sono queste condizioni. Per decidere su una materia così importante la Puglia non è sola, ma è nel sistema aeroportuale nazionale. Che ci siano Riccio e Delrio che dicano la stessa cosa. Si rischia di fare la fine di Lamezia e di altri aeroporti che hanno avuto l’infrastrutturazione e che adesso sono ancora fermi”. Insomma, dopo anni di tentennamenti e ritrosie, a Bari escono allo scoperto, mostrando tutto il loro rifiuto ad uno sviluppo di Foggia e Grottaglie. 



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