Giovani ‘Neet’, non studiano e non cercano lavoro. Puglia maglia nera

“Mentre i componenti del PD regionale alla Fiera del Levante spendono fiumi di parole promettendo progetti per il territorio, arrivano impietosi i dati sull’occupazione in Puglia, che collocano disastrosamente la nostra Regione fra le uniche sei regioni europee con meno occupazione”. È quanto dichiara il consigliere del Movimento 5 Stelle, Gianluca Bozzetti, vice presidente della VI Commissione Lavoro, in seguito alla diffusione dei dati sull’occupazione pubblicati ieri da Eurostat dai quali si evince che Puglia, Calabria, Sicilia e Campania, sono in cima alla classifica per l’alto tasso di “Neet”, ossia di giovani fra i 18 e i 24 anni che non studiano e non cercano lavoro. Nel 2016, la media italiana dei cittadini fra i 20 e i 64 anni con una occupazione è del 57,2%, mentre in Puglia il dato precipita al 44,3%.

“Fanno meglio di noi solo la Guyana francese e la regione bulgara di Severozapaden – spiega il consigliere M5S -. Anche i dati del comparto agricolo destano preoccupazione, in quanto dalla documentazione si evince che il valore delle produzioni delle aziende agricole nella nostra regione è pari a quello delle regioni europee più svantaggiate e periferiche.”

“Trend negativi che sono solo il fisiologico riflesso di una politica fatta di gestioni clientelari in settori chiave di sviluppo e politiche economiche inadatte, somministrate costantemente negli ultimi due anni dal Governo Emiliano. Ora è quanto mai fondamentale – conclude il consigliere Bozzetti – che la Regione inverta la rotta ripartendo e puntando sui giovani, incentivando politiche attive del lavoro e formazione, sulle quali è totalmente assente. Sarebbe quanto mai opportuna un’azione governativa finalizzata ad esaminare un intervento sulla tassazione attraverso la “fiscalità di vantaggio”, per far sì che il territorio torni ad essere capace di attrarre nuovi investimenti, ma siamo consapevoli che finché saremo ostaggio di governi guidati da partiti dilaniati da interessi, correnti e lotte intestine, saranno sempre i cittadini a pagare il prezzo più alto”.