Appalti al San Carlo, sei persone a processo. C’è anche dg dei Riuniti di Foggia

Il gup di Potenza Amerigo Palma (nell’udienza il pm in aula era Veronica Calcagno) ha deciso per il rinvio a giudizio sei persone coinvolte nell’inchiesta della Procura del 2015 per la gestione di alcuni appalti all’ospedale del capoluogo lucano San Carlo. Al processo, che inizierà il prossimo 25 ottobre, si presenteranno gli ex membri del management che dovranno rispondere in concorso delle accuse di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: la prima udienza si svolgerà il 25 ottobre.

Tra questi c’è l’ex direttore amministrativo del San Carlo e attuale direttore generale degli Ospedali Riuniti di Foggia, Antonio Pedota. Con lui, l’ex direttore generale Giampiero Maruggi, Bruno Mandarino e Patrizia Chierichini (ex direttori sanitari della struttura) il dirigente del provveditorato economato Patrizia Vinci e l’imprenditore Giovanni Tancredi

Le indagini si sono concentrate su un appalto di circa 28 milioni (poi arrivato a 30) per l’affidamento dei servizi che, secondo l’accusa, sarebbero stati concessi senza gara d’appalto. Al centro del lavoro degli inquirenti, l’azienda Kuadra srl, rappresentata da Tancredi, che nel 2011 è rientrata, per via giudiziaria, nella gestione dell’appalto pulizie e servizi generali del San Carlo di Potenza. Un’affare da 28milioni di euro in 5 anni, che le era stato “soffiato” nel 2008 dal gruppo La Cascina. 

Le indagini riguardarono un appalto di circa 28 milioni di euro, poi aumentato di altri due milioni, con l’affidamento dei servizi – secondo gli investigatori – senza gara e senza i presupposti di complementarietà e analogia, per assicurare all’impresa “una sorta di monopolio nell’esecuzione dei servizi ospedalieri”.

“Le indagini – ha scritto il gip Luigi Spina – hanno offerto la prova di un vero sistema creato dal Tancredi nella gestione delle gare e dei servizi pubblici. L’indagato, direttore di azienda privata, particolarmente solerte e attivo nel procacciare affari alla impresa, dotato di estrema e rodata competenza, ha manifestato una preoccupante inclinazione al compromesso pur di tutelare gli interessi affaristici della sua società”.