Sanitaservice, si va verso affidamenti all’esterno. “Almeno il 20 per cento dei servizi”

Il futuro delle Sanitaservice pugliesi verrà deciso a breve. Con molta probabilità, alcuni servizi (“almeno il 20%”) verranno esternalizzati attraverso gare d’appalto. Durante l’ultimo incontro a Bari sulla valutazione degli impatti sulle società in house delle delle sentenze del Tar e del Consiglio di Stato e della nuova legge Madia sull’affidamento dei servizi, sono già stati fissati alcuni paletti. Presieduta dal presidente Michele Emiliano, con il direttore del dipartimento Politiche della Salute Giancarlo Ruscitti e con il segretario della presidenza Roberto Venneri alla presenza dei DG di Asl e Ao, la riunione è stata “un utile momento di confronto con i sindacati sui risultati del gruppo di lavoro istituito sulla questione per rendere omogenea l’organizzazione delle Sanitaservice in tutta la Regione”.

Tra i sindacati, è critica la posizione della Usb. “Come è noto – spiegano – la Giunta regionale pugliese aveva affidato ad un comitato di esperti il compito di trovare una soluzione tecnica affinché si inglobassero le 7 società in house in un’unica società regionale. La delibera tra l’altro prevedeva di analizzare la situazione attuale ed avere conferme, o meno, sulla fattibilità normativa circa l’affidamento diretto dei servizi alle società. Siamo usciti da quell’incontro con molti più dubbi di prima ed una sola certezza: la circostanza era per loro necessaria per avere l’avallo dalle OO.SS. a questa trasformazione epocale. Come Usb abbiamo ribadito la nostra netta contrarietà a questo passaggio anche perché nessuno dei dirigenti della tecno struttura regionale e tantomeno il presidente, ci ha dato delle risposte sui motivi reali di questo cambiamento. Infatti è difficile pensare ad un fallimento delle società in house a fronte di alcune considerazioni: tutti gli indicatori economico-finanziari delle 7 società sono talmente positivi che qualsiasi imprenditore farebbe salti di gioia; i nostri interlocutori non sono contenti; le 7 società in house rientrano in tutte le regole, dettate dalla Legge Madia (che a noi non piace per tutti gli altri intendimenti), perché una società partecipata possa continuare ad operare (da ricordare che tali regole sono dettate dalle normative europee). Gli affidamenti diretti dei servizi da parte della Asl alle Sanitaservice sono tutti legittimi cosi come ammesso anche dal comitato regionale; Tutti i servizi strumentali possono essere affidati direttamente; le due sentenze del C.d S. contro l’affidamento del servizio di pulizie a Taranto e Brindisi sono state superate dalla stessa legge Madia”.

“Un motivo ricorrente che si è sentito durante l’incontro – continuano – è stato quello che si devono ‘omogenizzare’, su tutto il territorio regionale, norme contrattuali e servizi da gestire.
La cosa di per sé è abbastanza risibile in quanto ove ci fossero dei problemi, la soluzione non è certamente quello di smantellare il certo delle 7 società per creare l’incerto della società unica; in quanto, come è prevedibile, ogni atto che riguarderà la nuova società sarà impugnato da chi ha perso (cooperative e imprese), la gallina dalle uova d’oro. La soluzione è quello di riscrivere le linee guida del 2013 e farla rispettare da tutte le società. La Usb ed i lavoratori – concludono – non potranno mai accettare una soluzione che penalizza i lavoratori facendo esultare solo chi si augura la fine degli affidamenti diretti e, quindi, delle società in house. Ove si dovesse continuare a proseguire con questi intendimenti senza alcuna valida motivazione la USB ed i Lavoratori riprenderanno la lotta a cominciare dallo sciopero regionale rinviato del 1 giugno”.





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