Abusivismo e sprechi, Parco del Gargano ai raggi X. A Siponto minacce a Report

“Mare, isole, borghi e persino un santo che attira milioni di pellegrini”. Così la trasmissione di Rai 3, “Report”, presenta il Gargano e il suo Parco Nazionale. Nell’inchiesta sui parchi italiani, intitolata “parchi in gioco”, andata in onda ieri sera, c’è anche un focus sul promontorio della provincia di Foggia dove, purtroppo, non regnano solo paesaggi da sogno ma anche abusivismo e sprechi. “Il Gargano – si spiega nel servizio di Emilio Casalini – è perla feconda di abusivismo”. Citate le 2800 case costruite a Torre Mileto negli anni ’80. E oggi quelle a Siponto, alcune delle quali abbattute recentemente. Proprio a Siponto, Report ha registrato un siparietto a dir poco imbarazzante. Colpa di un abitante della zona, arrivato a minacciare pesantemente il giornalista per qualche domanda sul fenomeno dell’abusivismo: “Ti stai scappottando un paliatone. Te ne vai pulito pulito. Se vieni una seconda volta non esci più di qua”. Queste alcune delle frasi proferite all’indirizzo dell’inviato della trasmissione.

Intervistato anche l’ormai ex presidente del Parco, Stefano Pecorella al quale è stato chiesto se l’ente possa emettere ordinanza di ripristino dello stato dei luoghi. “Il Parco – ha risposto Pecorella – si muove dopo eventuali segnalazioni di abusi. Nostro compito è poi quello di allertare il Corpo forestale o addirittura la procura”. Ma Report ha subito smentito il legale sipontino evidenziando che il Parco “potrebbe applicare l’articolo 6 della legge quadro sui parchi che prevede l’intervento diretto da parte dell’ente”. Nel servizio si è fatto riferimento anche ai centri visite abbandonati e all’Oasi Lago Salso dove sono stati costruiti alloggi per turisti e sale convegni perennemente chiusi. Un accenno anche alla torre aragonese restaurata con soldi pubblici e inutilizzata alle Isole Tremiti.

Altro passaggio, quello sugli sprechi: 100mila euro per il marchio di filiera dell’olio che nessuno utilizza e che il sito web del Parco non promuove. Infine l’assenza di sentieri mappati e ben tracciati. In buona sostanza, chi non conosce il territorio rischia seriamente di perdersi tra i boschi garganici. “Il territorio è di proprietà dei comuni ed è loro compito gestire i sentieri”, la replica di Pecorella.

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