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Home - Tumori, è pugliese l’invenzione che permette di “vedere” in tempo la malattia

Tumori, è pugliese l’invenzione che permette di “vedere” in tempo la malattia

Di redazione
20 Marzo 2017
in Sanità & Salute
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Da sx, Manaresi e Medoro

Un semplice esame del sangue per individuare le cellule tumorali, isolarle con una tecnologia avveniristica, prima di distruggerle con una terapia personalizzata. Alla base della start up che sta facendo discutere il mondo accademico c’è Gianni Medoro, ingegnere elettronico di 42 anni nato a Cerignola. L’intuizione, considerata un gioiello della ricerca, è nata per caso – come molte scoperte decisive – nel bar dell’Università di Bologna dove lo scienziato pugliese ha concluso il percorso universitario. Durante una pausa caffè arrivò l’illuminazione di sfruttare la microelettronica per gestire le cellule. L’idea venne subito apprezzata dal collega  “anziano”, Nicolò Manaresi (50 anni), che era con lui al bar, il quale ne comprese immediatamente la genialità e ne condivise con lui lo sviluppo. 

I due ricercatori hanno quindi fondato la “Silicon Biosystems”, la società che detiene il brevetto dell’ apparecchio, partecipando poi insieme alla Business Plan Competition organizzata dall’ università bolognese e vincendo il primo premio, utilizzando i soldi per mettere a punto il primo prototipo. Lo scorso settembre è stata l’ azienda farmaceutica italiana Menarini la prima ad intuire le potenzialità di quella invenzione e ad acquistare la start up dei due giovani italiani, affiancandola alle altre due super tecnologie già in possesso del gruppo, la CellSearch e la DEParray, realizzando così, con la sinergia delle tre tecniche, uno strumento formidabile per la diagnosi precocissima del cancro, anche quando le sue cellule in circolo sono ancora rarissime, per poter “setacciare” ed identificare con grande anticipo quelle che si cominciano a “staccare” dal tumore primitivo ancora invisibile all’occhio umano e radiologico, in modo da poter valutare il rischio per ciascun paziente, la probabilità di aggredire il cancro nel suo stato nascente, di permettere la scelta dei farmaci idonei al caso specifico e di massimizzare l’ effetto terapeutico sulle sue cellule malate.

“Denominato anche ‘biopsia digitale’, il DEPArray™ system – ha spiegato Medoro al portale Famedisut.it – consente di digitalizzare le cellule tumorali di un campione biologico anche esiguo, di analizzarle singolarmente isolandole come gruppi omogenei e di indagarne il genoma senza interferenze ponendolo a confronto con quello delle cellule sane presenti nella biopsia. Ciò è possibile grazie al fatto che le cellule selezionate dal sistema sono mantenute intatte, vive e capaci di riprodursi, pronte per successive indagini molecolari di DNA e RNA”.
“Spesso (circa in un paziente su 6) – aggiunge Manaresi, Chief Scientific Officer di Silicon Biosystems e coordinatore dello studio – la percentuale di cellule tumorali presenti nel campione di una biopsia è troppo bassa per avere una valutazione affidabile delle caratteristiche genetiche del tumore, necessaria per la scelta della terapia. Grazie a questa nuova tecnica – precisa – “è invece possibile disgregare la biopsia fino ad avere una sospensione di cellule libere che vengono passate nel sistema per essere digitalizzate una per una. In pratica, ciascuna cellula diventa un ‘pixel’ che può essere seguito e analizzato, con una precisione di analisi estrema che consente di eliminare il “rumore di fondo” inevitabilmente presente quando le cellule tumorali sono poche o non tutte esprimono le stesse mutazioni”.

LA TECNOLOGIA

L’ importanza scientifica della fusione delle tre tecnologie, e del loro utilizzo combinato, consiste nel fatto che, in breve tempo, con un semplice prelievo di sangue, si potrà ottenere la mappatura completa del genoma e delle mutazioni genetiche che avvengono in ciascun paziente affetto da tumore maligno in fase molto precoce, tramite l’analisi molecolare delle sue cellule, con una percentuale di precisione finora mai ottenuta e con un livello di accuratezza senza precedenti.

Fino a ieri infatti le cellule tumorali presenti e circolanti nel corpo umano si potevano solo contare, e prevederne la moltiplicazione e la diffusione, senza la possibilità di analizzarle, mentre oggi sarà possibile catturale, isolarle, certificarle come tumorali e trovare il farmaco adatto a distruggerle per non farle più riprodurle. L’ uso del CellSearch CTC test, così viene chiamata l’analisi diagnostica, è già stato approvato per il monitoraggio dei tumori maligni metastatici del seno, della prostata e del colon, e presto probabilmente lo sarà presto per quello del polmone, del pancreas, del cervello e per altri tipi di cancro, per poter seguire ed arrestare nel tempo l’ evoluzione della malattia se già manifesta, per poter raccogliere informazioni cruciali e per verificare l’ insorgenza di condizioni di resistenza ai farmaci, fino ad oggi ancora molto frequenti, in modo da poter somministrare al paziente altre terapie disponibili che possano esser efficaci su quei tumori con le mutazioni osservate dalle sue analisi del sangue La Menarini, che gestisce, oltre a quelli italiani, anche lo stabilimento produttivo di Huntingdon Valley a Philadelphia, con l’ acquisto della nuova Silicon Biosystems, l’ unica strumentazione già approvata dalla Food and Drug Administration, rafforza così la sua presenza nella tecnologia di analisi delle cellule tumorali presenti nel sangue, con uno strumento rivoluzionario per la diagnostica oncologica nel mondo, diventandone la leader mondiale, un primato ottenuto anche grazie alla intuizione di due sconosciuti giovani ricercatori italiani, a dimostrazione che i cervelli dei nostri ragazzi, anche di quelli non fuggiti all’estero, sono ancora in grado di fare scoperte utili all’ umanità.

CERVELLI

Ed utili forse anche a quei personaggi delle nostre Istituzioni che in tempi recenti hanno definito i famosi cervelli rimasti in Italia dei “pistola”, sostenendo che il Paese non avrebbe sofferto per quelli in fuga. Quei tanti ragazzi italiani che invece vengono premiati e riconosciuti per il loro genio, e che stanno disegnando, in Italia e all’ estero, il futuro della storia sociale, tecnologica e sanitaria della nostra Nazione, senza occupare nemmeno una poltrona di ministro.

Tags: BolognaCerignolaGianni MedoroMenariniNicolò MenaresiPugliaSilicon BiosystemsTumori
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