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Home - In Parlamento il caso San Severo. Il questore avverte: “Qui si spara per banalità”

In Parlamento il caso San Severo. Il questore avverte: “Qui si spara per banalità”

Di redazione
6 Marzo 2017
in Cronaca
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“Qui per futili motivi si arriva a sparare e quello che è accaduto l’altra notte va inquadrato anche in questa realtà che non è peggiorata sicuramente rispetto agli anni passati, non riteniamo cioè che la situazione si sia aggravata”. Così il questore di Foggia, Piernicola Silvis, dopo che diversi colpi di arma da fuoco sono stati sparati l’altra notte a San Severo contro due automezzi della polizia del Reparto Prevenzione Crimine, che da alcuni giorni erano in città per un controllo rafforzato del territorio e per seguire le operazioni dello sgombero dei migranti dal Gran Ghetto dopo la morte, in un incendio, di due migranti del Mali.
“Sono in corso le indagini – aggiunge il questore – e stiamo valutando se l’episodio dell’altra notte è legato allo sgombero del Ghetto e quindi ad un’azione decisa dai caporali che si sono visti sottrarre manodopera da utilizzare nelle campagne o se sia un atto intimidatorio che fa seguito ai servizi che stiamo facendo sul territorio”. 

Intanto la questione è sbarcata in Parlamento con l’interrogazione dell’onorevole Pino Pisicchio (Gruppo Misto) al ministro dell’Interno, Marco Minniti. “Premesso che ha destato una grande impressione nella pubblica opinione nazionale la vicenda dell’incendio della baraccopoli situata tra Rigano Garganico e San Severo, costata la vita a due persone – è riportato nel documento – e, nelle ultime ore, anche l’ inquietante episodio di criminalità verificatosi ancora nel grosso centro agricolo dauno, con una ennesima rapina armano armata compiuta da due malviventi a viso coperto. Si tratta di episodi legati da un preoccupante filo rosso con una serie di altri atti criminosi che hanno reso la città di San Severo alla stregua delle città perdute del far west descritte dalle sceneggiature più truculente rintracciabili nella filmografia degli anni sessanta, solo che si tratta, purtroppo, di criminalità reale e non di trailer cinematografici. È doveroso ricordare che, per gettare una luce sulla emergenza criminalità a San Severo, il sindaco intraprese il 23 febbraio uno sciopero dela fame, come segno di reazione civile ad una recrudescenza della criminalità che aveva fatto registrare, nella sola giornata precedente, quattro rapine messe a segno a danno dei cittadini sanseveresi.

Prima del 22 febbraio – continua – la cittadinanza aveva dovuto subire un numero purtroppo imprecisato ed impressionante di altri eventi malavitosi: rapine a mano armata eseguite con ferocia e disarmante spudoratezza a negozi di generi alimentari, farmacie, tabaccherie, negozi di abbigliamento, bar, agenzie immobiliari, in tutte le zone del centro abitato ed a qualsiasi ora del giorno e della notte. Inoltre nelle ultime settimane si erano registrati anche due omicidi e diversi attentati dinamitardi, con numerose bombe collocate in diversi esercizi commerciali della città. Come si può immaginare i cittadini sono allo stremo anche per la percezione di un abbandono del territorio alla criminalità in assenza di segnali forti da parte dello Stato centrale. Tutto ciò premesso l’interrogante chiede di sapere quali urgenti interventi il ministro intenda adottare per sovvenire alla necessità di sicurezza che viene dalla popolazione di una città con oltre 60.000 abitanti, piegata da una criminalità che sta minando le regole fondamentali della convivenza civile”.

Domani, invece, a Bari verrà discussa la proposta di un consiglio regionale a San Severo, allargato ai sindaci e alle forze dell’ordine, per discutere sui provvedimenti da adottare per contrastare l’escalation criminale, a partire dalla costituzione di una sezione distaccata della Dia (direzione investigativa antimafia).

Tags: FoggiaGhettomafiaPugliaRignanoSan SeveroSilvis
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