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Home - Dimezzato pesce pescato in Puglia, rischio prodotto congelato a tavola

Dimezzato pesce pescato in Puglia, rischio prodotto congelato a tavola

Di redazione
4 Marzo 2017
in Agricoltura
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Più che dimezzata la disponibilità di pesce pescato dopo la prima settimana di mobilitazione delle marinerie che hanno deciso di fermare le barche per correggere le pesanti multe sullo sbarco e sulla messa in commercio del pescato sotto-taglia minima che nascono dall’applicazione dell’art.39 della Legge 154/2016.
“La protesta iniziata nel periodo della Quaresima, proprio quando crescono i consumi di pesce – denuncia Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia – aumenta esponenzialmente il rischio di ritrovarsi nel piatto per grigliate e fritture prodotto straniero o congelato. Il settore soffre la concorrenza sleale del prodotto importato dall’estero e spacciato come italiano, grazie all’assenza dell’obbligo di etichettatura dell’origine. Di assoluto rilievo i numeri del pescato in Puglia, il cui valore economico è pari all’1% del PIL pugliese e arriva fino al 3,5% se si considera l’intero indotto, conta 1500 imbarcazioni, 5000 addetti, 10 impianti di acquacoltura e mitilicoltura. Le aree vocate sono prioritariamente Manfredonia, Molfetta, sud Barese, Salento, dove il pescato più importante è costituito da gamberi, scampi, merluzzi”.
Il sistema di multe progressive – dice ImpresaPesca Coldiretti – scoraggia gli acquisti di pesce da parte del commercio e della grande distribuzione organizzata (sui quali pesa il rischio sanzioni al pari dei pescatori), causando un generale crollo dei prezzi del pescato. Da qui la rinuncia ad uscire in mare e l’appello a rivedere il provvedimento, anche sulla base della disponibilità emersa ai tavoli istituzionali avviati dalla direzione generale della pesca e acquacoltura del Ministero delle Politiche Agricole. Una necessità, sottolinea la Coldiretti, per non compromettere il valore della nuova legge che nel suo complesso viene incontro a molte delle richieste manifestate dalle marinerie italiane in particolare per quanto riguarda l’aumento delle sanzioni nei confronti della pesca di frodo messa in atto da pescatori non professionali.
“Il sistema delle multe va ad incidere pesantemente sul settore ittico che vive una crisi che si trascina da 30 anni – rileva Angelo Corsetti, direttore di Coldiretti Puglia – e che ha causato la perdita del 35% dei posti lavoro e la chiusura del 32% delle imprese, una ‘rotta persa’ da tempo dal settore con una governance debole ed incapace di gestire una politica di ripresa. Un mercato, quello del consumo del pesce, che cresce costantemente, ma risulta sempre più in mano alle importazioni. La produzione ittica derivante dall’attività della pesca è da anni in calo e quella dell’acquacoltura resta stabile, non riuscendo a compensare i vuoti di mercato creati dell’attività tradizionale di cattura. Una rinascita che passa per il mercato, e sulla quale Coldiretti sta cercando di impegnarsi a fondo, facendo partire iniziative che hanno come obiettivo la semplificazione, il mercato e la tracciabilità, anche attraverso la vendita diretta nei Mercati di Campagna Amica”.
Per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è, dunque, di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (Gsa). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta).
Importante, continua la Coldiretti, anche l’eliminazione di sanzioni nel caso in cui in fase di controllo ed ispezione a bordo di barche da pesca professionale fosse rilevata la presenza di pescato sotto-taglia minima per le specie tutte le specie diverse dal tonno e pesce-spada anche se resta il divieto di sbarco. Apprezzabile è stato anche lo sforzo per reprimere le violazioni in materia di etichettatura dei prodotti ittici previsto nella norma. Oltre alla legge restano però irrisolti altri problemi per la marineria come, conclude la Coldiretti Impresapesca, il pagamento del fermo biologico 2015 e 2016, uno snellimento degli adempimenti relativi alle licenze di pesca con auspicata semplificazione, una diversa gestione delle politiche relative al mercato e alle Organizzazioni Produttori nel contesto della nuova P.C.P., e da ultimo, sul lato Regioni, il grave ritardo dell’attuazione del Feamp, con la prossima scadenza del 2018 entro la quale dovrebbero essere spese oltre il 60% delle disponibilità finanziarie dell’intero periodo.

Tags: ColdirettipescaPugliaQuaresima
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