Tutti a caccia del fuggitivo Lupin. L’appello: “Costituisciti, non aggravare situazione”

Tribunale-di-Foggia copia

È caccia all’uomo dopo l’incredibile evasione dalle celle del seminterrato del Tribunale di Foggia. Le forze dell’ordine stanno setacciando il territorio alla ricerca di Francesco Paolo Matrella, il “Lupin” di Cerignola. Sul caso si è espresso il Coordinamento Sindacale Penitenziario, attraverso il suo segretario Domenico Mastrulli: “Scappano i buoi e solo dopo si chiude il recinto? – si chiede -. Sono trascorse quasi nove ore dalla clamorosa rocambolesca evasione del detenuto che questa mattina verso le 10 e 20 circa, trasportato sotto scorta con il fratello coindagato, presso il Palazzo di Giustizia del Tribunale di Foggia unitamente ad altri detenuti dello stesso istituto penitenziario, ma anche di San Severo e Lucera, senza che siano state individuate tracce del fuggiasco”. Il CO.S.P. auspica un esito immediato delle ricerche in atto e il riarresto dell’evaso e lancia un appello al fuggitivo affinché possa costituirsi nell’immediatezza dei tempi per non aggravare ancora di più la propria posizione processuale e personale.

Ma il caso di “Lupin” ha riacceso i riflettori sulle difficoltà del settore penitenziario. “Necessario appare chiedersi chi dispone e da quale ufficio vengano determinate le entità numeriche delle scorte in uscita dalle carceri – scrive Mastrulli – e con quali criteri si dispongano le movimentazioni di detenuti da e per le Aule di Giustizia se poi debba comunque registrarsi in Italia (Puglia compresa) situazioni come quella di questa mattina con 6 poliziotti compreso l’autista per 8 detenuti, quando il Modello Organizzativo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria impongono misure minime e massime e livelli di Sicurezza al di sopra dello standard”.

Proprio di recente, attravero diverse missive all’indirizzo degli uffici sovra ordinati della direzione penitenziaria di Foggia, il Sindacato CO.S.P. aveva sollevato la questione sicurezza nelle carceri. In Italia, secondo Mastrulli mancherebbero quasi 11.000 operatori di Polizia Penitenziaria stante gli ultimi pensionamenti, in Puglia sono oltre 400 le carenze nell’organico su 2.450 agenti e 3.200 detenuti. A Foggia la pianta organica non risponde alle esigenze, alle necessità e alle criticità penitenziarie a fronte di 500 circa detenuti e 280 agenti in servizio divisi su turni e aspettative contrattuali di diritto.

Mastrulli si dice pronto a scendere in piazza col sindacato se l’Amministrazione penitenziaria a tutti i livelli non cambierà rotta e non si assumerà le proprie responsabilità sulla sicurezza dei propri operatori dipendenti a tutela di quanto accade nelle prigioni italiane. “Diminuire il personale dagli uffici se non azzerarlo per rinforzare le carceri e in questo delicatissimo momento sarebbe già un primo passo”.