Motta Montecorvino, no del sindaco ai migranti: “Non è razzismo, siamo senza strutture”

Domenico Iavagnilio
Domenico Iavagnilio

Motta Montecorvino come Goro? Fanno discutere le parole del sindaco del piccolo paese nel Foggiano che si dichiara pronto a dimettersi in caso di arrivo di 40 migranti nella sua piccola comunità. “Appena arriverà il primo migrante mi dimetterò dall’incarico di sindaco – ha detto il primo cittadino Domenico Iavagnilio –. Lo farò per rispetto della volontà del mio paese”. Fermo no, dunque, all’arrivo di 40 migranti come disposto dalla prefettura di Foggia.

Ma per Iavagnilio non si tratta di razzismo. “Non abbiamo le strutture e i mezzi per assistere queste persone. Saremo costretti a mettere i migranti in un albergo e a farli oziare da mattina a sera. Inoltre la legge prevede che per i primi sei mesi loro non possono essere impiegati, quindi non potranno far altro che starsene in albergo o in giro per il paese”.

Iavagnilio ribadisce di non parlare a nome personale ma per conto di tutta la comunità mottese, composta da 730 abitanti. “Nei giorni scorsi abbiamo ribadito la volontà di Motta Montercorvino al rappresentante della prefettura di Foggia. Se dovesse giungere a Motta un migrante mi dimetterò immediatamente dall’incarico”.

“Io conosco molto bene questa gente perché per 13 anni mio padre è stato emigrante in Germania – spiega ancora il primo cittadino – e so benissimo cosa significa vedere il proprio genitore partire ogni Natale. Noi non possiamo accoglierli perché non abbiamo le strutture. Non abbiamo, per esempio, un’assistenza medica adeguata per noi cittadini. Come possono pensare di darla a questi migranti?”.





Change privacy settings