Dipendente dell’Acquedotto con cocaina e figlio di 5 anni in auto. Sequestrata anche una pistola

FONTANA Giovanni Michele 2L’auto aziendale della società Acquedotti Pugliesi, il figlio di cinque anni a bordo, cinture allacciate e fari accesi, insomma, aveva pensato proprio a tutto per non destare, almeno ad una prima occhiata, sospetti di alcun genere, almeno fino a quando non è incappato in una pattuglia attenta.

È quanto capitato nella mattinata di venerdi scorso a Lucera, dove i carabinieri hanno tratto in arresto un insospettabile incensurato trentanovenne, Giovanni Fontana, responsabile della manutenzione di numerosi impianti di depurazione acque nella zona, che durante un normale controllo alla circolazione stradale è stato trovato in possesso di oltre 50 grammi di cocaina purissima occultata, insieme a circa 2000 euro in banconote da 50, in un vano portaoggetti del veicolo sul quale viaggiava insieme all’inconsapevole figlioletto di cinque anni.

A tradirlo è stata un’ingiustificata tensione all’atto del controllo, che non aveva apparentemente motivo di essere: l’uomo, infatti, si è subito mostrato particolarmente agitato, facendo insorgere non pochi sospetti nei militari, che hanno quindi deciso di procedere a un più accurato controllo. 

Il rinvenimento dell’ingente quantitativo di sostanza stupefacente, che immessa sul mercato avrebbe fruttato svariate migliaia di euro, ha chiarito quale fosse il motivo di tanta agitazione.

Ulteriori sorprese sono emerse poi nel corso della successiva, inevitabile perquisizione effettuata presso l’abitazione dell’uomo, a Motta Montecorvino: nel garage, abilmente nascosta tra attrezzistica di ogni genere, è stata rinvenuta un pistola calibro 6.35, con matricola abrasa e in perfetto stato d’uso, completa di relativo munizionamento, oltre a un bilancino di precisione e altro denaro contante, circa 3000 euro, nascosto all’interno di un vecchio paio di scarpe.

L’uomo è stato dunque accompagnato al Comando Compagnia Carabinieri di Lucera dove, al termine delle formalità di rito, veniva dichiarato in stato di arresto e successivamente condotto alla Casa Circondariale di Foggia, dove è attualmente ristretto a disposizione della locale Procura della Repubblica.





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