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Home - Sequestrati pescherecci pugliesi in Croazia, chiesti chiarimenti al Governo

Sequestrati pescherecci pugliesi in Croazia, chiesti chiarimenti al Governo

Di redazione
9 Agosto 2016
in Cronaca
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pescherecci

Suscita curiosità la denuncia di alcuni pescatori pugliesi che hanno segnalato il comportamento scorretto da parte delle autorità croate che sequestrano i pescherecci italiani e il relativo personale di bordo, rilasciati solo su pagamento di cauzione, nonostante il loro diritto di navigazione nelle acque in cui si trovano. Per questo, il deputato Scagliusi, con il supporto della consigliera regionale Rosa Barone che ha raccolto le testimonianze di alcun pescatori pugliesi confermate dalla Capitaneria di Porto di Molfetta, ha invitato il Governo a chiedere conto alla Croazia per il mancato rispetto del Trattato di Pace di Parigi del 1947. Il Trattato, all’articolo 11, comma 2 dice che “l’Italia cede alla Jugoslavia in piena sovranità l’Isola di Pelagosa e le isolette adiacenti. L’Isola di Pelagosa rimarrà smilitarizzata. I pescatori italiani godranno a Pelagosa e nelle acque circostanti degli stessi diritti di cui godevano i pescatori jugoslavi prima del 6 aprile 1941”. Un trattato, tuttavia, non rispettato ad oggi dalla Croazia, come denunciano i pescatori.

“I primi di febbraio di quest’anno – dichiara la consigliera regionale pugliese Rosa Barone (M5S) – avendo appreso la segnalazione di numerosi pescatori pugliesi, ho inviato una richiesta alla Capitaneria di porto di Molfetta per ricevere dati riguardanti lo sconfinamento in acque straniere di pescherecci appartenenti a questa marineria”.

Nella risposta della Capitaneria di Porto di Molfetta, del 27 luglio scorso, si trova l’elenco dei pescherecci iscritti nelle matricole della Capitaneria di porto di Molfetta catturati nelle acque croate. In particolare, si legge che tra il 2000 e la metà del 2011 ci sono stati almeno tre casi di cattura da parte delle forze armate croate. “Rimaniamo, inoltre – prosegue Rosa Barone – in attesa di una risposta dalla Capitaneria di Manfredonia e da quella di Bari”.

“Dai dati della Capitaneria di Porto – dichiara il deputato Scagliusi (M5S) – si evince che sia nel 2010 che nel 2011 ci sono stati casi di motopescherecci pugliesi che sono stati avvicinati, anche con metodi inaccettabili, da militari croati. Questi, senza aver verificato con esattezza il rispetto della legge e della geolocalizzazione dei pescherecci, hanno contestato l’abusivo esercizio di attività di pesca in acque territoriali croate, procedendo al sequestro del pescato, dell’imbarcazione ed alla condanna del comandante al pagamento di una somma di denaro. Addirittura – prosegue Scagliusi – I membri dell’equipaggio dei pescherecci sono stati posti in stato di arresto e detenuti sino a quando è avvenuto il pagamento della multa irrogata. Tutto questo è incredibile e mi auguro che presto i ministri Graziano Delrio e Paolo Gentiloni possano dare delle risposte. Se la Croazia intende fare cassa imponendo ai nostri pescatori delle sanzioni pecuniarie privandoli della loro libertà, si sbaglia di grosso. Spero che presto il Governo spieghi a tutti i pescatori pugliesi se sapeva e non ha fatto, ma soprattutto, cosa intende fare ora per evitare che questi episodi incresciosi ed irrispettosi della libertà dei nostri cittadini, si verifichino nuovamente. A tal proposito – conclude il deputato pugliese 5 Stelle – credo sia opportuno fare chiarezza tra tutte le parti interessate affinché si permetta alle imbarcazioni italiane di agire in sicurezza e nel pieno rispetto degli accordi”.

Tags: BariCroaziaitaliaM5SManfredoniaMolfettapescherecciPuglia
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