Invasione eolica nel Foggiano, pronti 150 milioni dallo Stato. “Seri danni a ecosistema”

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Incentivi alle fonti rinnovabili. Il Ministero dello Sviluppo sta per sbloccare circa mezzo miliardo di risorse, un terzo delle quali destinate alla Puglia. In particolare alla provincia di Foggia, dove è presente la maggiore concentrazione di aerogeneratori. Nella minuscola Celle San Vito un caso eclatante: 170 abitanti e quattro aerogeneratori per 70 megawatt installati. Dallo Stato ben 150 milioni di euro sui quali sono pronti a piombarsi gli imprenditori del settore.

Tutto questo nonostante la Capitanata sia stracolma di pale eoliche. Puntuale la denuncia presentata dalla Lipo per quanto sta avvenendo soprattutto nei Monti Dauni. “Il Subappennino dauno è un parco eolico senza soluzione di continuità – spiega il referente regionale Enzo Cripezzi -, negli ultimi anni si è parlato meno del problema ma lo Stato ha continuato a mettere in palio contingenti di potenza e incentivi. Le quantità minori rispetto al passato hanno incoraggiato a realizzare le torri dove era più facile, in Puglia appunto e di recente in Basilicata”.
E non importa se vicino ai parchi progettati ci siano zone archeologiche come a Ordona (l’affascinante Herdonia, una Pompei di Capitanata) e Gravina, aziende agricole come a Candela, uliveti monumentali come a Brindisi, aree protette come a Vernole. “E non importa neppure se l’ecosistema viene danneggiato – continua Cripezzi -, spiegando gli effetti che le enormi strutture hanno sulla fauna”.

Tali questioni sono state trasferite dalla Lipu nelle osservazioni presentate per contrastare oltre 100 progetti, assieme alle ipotesi di rischio che, secondo Cripezzi “le società sottovalutano sempre”, come dimostra il recente incidente di Ordona, dove una pala si è rotta in diversi pezzi.