Una “casa della solidarietà per combattere la povertà, il progetto a Cerignola

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“Per favorire l’autonomia economica dei nostri concittadini e far fronte alla situazione emergenziale di povertà e disagio sociale cui assistiamo è necessario costruire una rete solidale al fine di dare maggiore incisività all’azione che singolarmente viene condotta da Enti pubblici e associazioni di volontariato. Occorre che i diversi soggetti si parlino, operino insieme, osservino il problema delle povertà da diverse angolazioni e, secondo principi di sussidiarietà, costruiscano insieme dei percorsi mirati capaci non solo di contrastare le povertà, ma di costruire soluzioni ai difficili problemi che oggi le persone si trovano a vivere”. E’ il commento dell’assessore alle Politiche sociali, Rino Pezzano, a margine dell’approvazione in giunta del progetto “Casa della Solidarietà”, una misura studiata dall’Assessorato per contrastare la povertà in un periodo di grave crisi economica come quello attuale.

“Con questo progetto – prosegue Pezzano – ci avvaliamo della collaborazione di alcune organizzazioni di volontariato e del terzo settore del territorio, quali la ‘Croce Rossa’, l’Associazione di volontariato ‘Ascolto Mons. Antonio Palladino’, l’Associazione ‘Safe’, che potranno disporre della struttura dell’ex carcere, di proprietà comunale, al fine di organizzare e consolidare interventi e servizi di prossimità e di welfare leggero, come banco alimentare, banco farmaci, banco vestiario e prima necessità, interventi di prima accoglienza”.

L’Assessorato ha aperto nelle scorse settimane un dialogo con le tre organizzazioni cittadine che si occupano a vario titolo di welfare d’urgenza e il tavolo di lavoro istituito ha permesso di concordare le azioni da svolgere e le modalità di utilizzo della struttura dell’ex carcere, in considerazione delle finalità sociali ed umanitarie perseguite dalle associazioni e considerato il prezioso supporto di ascolto, accoglienza e assistenza che le stesse offrono a favore della popolazione più esposta a rischio di marginalità sociale.

“In autunno – aggiunge l’assessore – occorrerà aprire un tavolo di lavoro su tali fenomeni coinvolgendo l’intera città e le sue organizzazioni profit e non profit. Il problema della povertà non è un problema di pochi: è un problema della comunità e tanto più le persone e le famiglie vengono lasciate sole, tanto più la città s’impoverisce e arretra sul piano socio-economico. Bisogna – conclude Pezzano – creare un Osservatorio permanente delle povertà sì da avere una mappatura del disagio che ci consenta di costruire misure specifiche a beneficio dei bisogni”.