Redazione di giornalisti (senza concorso) per la Regione Puglia. La denuncia del M5S

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Questa mattina è stata diffusa, per errore, dall’ufficio stampa della giunta regionale una nota all’interno della quale la responsabile del Servizio Stampa della giunta denuncia una situazione anomala riguardante la creazione all’interno del Dipartimento per la Promozione della Salute diretto da Giovanni Gorgoni, di una redazione giornalistica all’interno del Portale Puglia Salute, che, stando alle parole della stessa responsabile avrebbe “profili di illegittimità, che potrebbero aprire la strada a contenziosi legali ed a vertenze di lavoro con conseguente danno erariale” e quindi come al solito spese a danno dei cittadini.

Nella stessa nota si fa riferimento al trasferimento di una dirigente dalla ASL che oggi svolgerebbe incarichi giornalistici illegalmente “dato che per far lavorare giornalisti in Regione (ed il portale Puglia Salute ne fa ovviamente parte) occorre assumerli attraverso un bando”.

“Qualora queste denunce dovessero essere confermate – dichiarano gli otto consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Puglia – si configurerebbe una situazione di gravità inaudita: una amministrazione regionale che per prima non osserva le leggi quale esempio può dare ai cittadini? Una amministrazione regionale che rischia di far pagare agli stessi cittadini, già abbastanza tartassati, le spese di eventuali contenziosi legali causati dalle solite scelte autoritarie di ‘qualcuno’ che probabilmente, al rispetto delle regole, ha preferito assegnare la poltrona alla conoscente di turno. Pretendiamo pertanto immediati chiarimenti sia dal direttore Gorgoni che dal Presidente Emiliano. Ci si permetta di far notare – incalzano i pentastellati – che il gruppo regionale del Movimento 5 Stelle Puglia è l’unico gruppo regionale che, per rispetto del lavoro degli operatori dell’informazione e della classe giornalistica, anziché assumere un addetto stampa per chiamata diretta come hanno fatto tutti gli altri partiti, ha recentemente avviato un bando ad evidenza pubblica. Siamo certi – concludono – che coloro che dovranno schierarsi in difesa dei lavoratori del mondo dell’informazione lo faranno anche questa volta con la stessa onestà intellettuale e con la dovuta energia di sempre”.