Mancano medici e infermieri ma i Riuniti migliorano qualità servizi, ridotti i livelli di mortalità

ospedali riuniti foggia

Dopo anni di bocciature, soprattutto in alcuni reparti, il policlinico di Foggia fa registrare performance importanti. Nonostante la carenza – ormai strutturale – di medici, infermieri e ausiliari, diminuiscono le prestazioni inappropriate e si riducono i livelli di mortalità in alcune aree critiche (frattura al femore). L’ultimo report dà il senso di un’inversione di tendenza, che potrebbe completarsi con le nuove assunzioni da approvare a Bari e con l’aumento della produttività del secondo policlinico della Puglia. Un esempio notevole, in questo senso, è la diminuzione a due cifre dei ricoveri gestiti male, ridotti quest’anno – rispetto all’anno scorso – dell’11,4 per cento per i drg medici e del 15,92 per cento per i drg chirurgici. Questo significa che, oltre all’oggettivo risparmio per le casse pubbliche, è stato probabilmente intercettato un percorso diagnostico migliore per i pazienti. Un altro importante risultato raggiunto è l’azzeramento, nel 2016, della mortalità per frattura al femore negli ultrasessantacinquenni (nel 2015 era vicino al 10 per cento): la media nazionale è del 5,6 per cento.

Sempre nel campo dell’ortopedia, è schizzata quasi al 50 per cento la capacità di intervento entro il secondo giorno per chi ha subito una frattura del femore. Questo, fino all’anno scorso, era il tallone d’Achille dell’assistenza sanitaria foggiana. Bollino verde per i parti cesarei, registrati nel 22 per cento dei casi (la media nazionale è del 25,7). I parti primipari, nel primo trimestre 2016, rappresentano poco più del 15 per cento (95 rispetto ai 627 dello stesso periodo del 2015). Non mancano i bollini rossi, sui quali bisognerà intervenire per portare l’ospedale ai livelli delle eccellenze nazionali: dalla capacità qualitativa di intervento sul tumore maligno alla mammella, fino all’infarto miocardico acuto, fino alla percentuale di ricoveri brevi con drg medico. 

Pedota: “Merito dell’impegno del personale”

Ho letto con attenzione i dati che il dottor Giuseppe Cordisco e tutto il personale del Controllo di gestione hanno predisposto e pubblicato per dare attuazione a quanto previsto dalla Legge 28 dicembre 2015 numero 208, che impone alle Aziende del Servizio Sanitario Nazionale di monitorare e pubblicare annualmente gli esiti di vari indicatori relativi alle attività assistenziali e alla qualità delle prestazioni – commenta il direttore generale del policlinico, Antonio Pedota -. Le ragioni di tale disposizione sono da ricercare nella necessità di realizzare un ospedale più aperto e di consentire, quindi, all’utenza una maggiore accessibilità alle informazioni. Un tale flusso di dati assume varie finalizzazioni, tra le quali: assicurare una più diffusa conoscenza ai cittadini dei servizi che possono ricevere dall’Azienda, delle loro caratteristiche delle loro modalità di erogazione; rendere conto della efficacia delle prestazioni erogate e dei risultati prodotti sulla salute degli utenti;  consentire ai cittadini scelte consapevoli in merito ai luoghi di cura da prescegliere; – stimolare le strutture aziendali al continuo miglioramento delle performances; – identificare i campi prioritari abbisognevoli di potenziamento e sviluppo”.

L’analisi complessiva è affidata alla relazione allegata al report: “La nostra Azienda, in linea con le suesposte finalità e allo scopo di monitorare in maniera più continua gli andamenti in termini di efficacia ed efficienza, ha ritenuto di dare attuazione al surriferito obbligo con una cadenza non già solo annua, come richiesto dalla fonte normativa, ma trimestrale; tanto pur nella piena consapevolezza che alcuni report — stante l’attuale e non piena idoneità dei sistemi informativi presenti — potrebbero a consuntivo evidenziare scostamenti anche sensibili rispetto a quelli rilevati. Orbene, pur con tale precisazione, i dati oggetto della prima pubblicazione sono estremamente soddisfacenti. Invero, ad eccezione del POA 3 (acronimo che sta per Programma Operativo per l’Appropriatezza; la criticità si riferisce alla percentuale di ricoveri brevi con Drg medico) l’andamento complessivo degli item monitorati è in evidente miglioramento. Si citano solo alcuni degli esempi possibili: miglioramento dell’appropriatezza assistenziale, con incrementi percentuali anche a due cifre; diminuzione dell’incidenza percentuale dei DRG medici da reparti chirurgici. Anche in riferimento agli outcome del PNE (dati 2014) il trend di miglioramento è rilevante: per tutti basta raffrontare i parametri riferiti al trattamento delle fratture al femore entro le 48 ore. Il Piano Nazionale Esiti evidenziava nel 2014 un dato aziendale di poco superiore all’8%; il primo trimestre 2016 registra una percentuale che va oltre il 60%, valore ben superiore alla media nazionale.

Ad una possibile prospettazione sulla base dei dati disponibili tramite i sistemi informativi di rilevazione interna, in miglioramento risultano anche i seguenti indici: tasso di mortalità per BPCO in pazienti di età superiore 65 anni; tasso di mortalità per frattura di femore in pazienti ultresessantacinquenni, con, quindi, il superamento delle criticità per essi rilevate nel PNE 2014. Un ulteriore miglioramento del già ottimo risultato relativo ai parti cesarei di primipare può peraltro attendersi per l’anno 2016 (il tendenziale, se confermato, si attesta al 15,15%, a fronte di una media italiana del 25,7% nel 2014).
Quanto sopra rende evidente la grande capacità reattiva dell’Azienda che, in tutte le sue componenti mediche, infermieristiche, tecnico sanitarie e di supporto in genere ha dato prova, in un pur breve periodo, di essere in grado di affrontare nuove sfide e di poter proporsi come modello in un panorama anche più ampio della realtà regionale. Quanto accaduto nel breve volgere di un anno ci consente di guardare con fiducia alla possibilità di superare le tante ed ancora irrisolte criticità che restano da affrontare; quando, come dimostrano i risultati ottenuti, si coniugano professionalità, impegno, competenze, lavoro di squadra e senso di appartenenza (pur nella talvolta insostenibile carenza di risorse) si riescono a raggiungere traguardi insperati nella dimensione che la pubblicazione rende evidenti. Per questo e per il lavoro dei dipendenti – conclude – sento di dover ringraziare tutti. Sono certo che i risultati raggiunti gratificano ma non appagano e che, per tale motivo e per la centralità che assume il paziente nell’attività quotidiana del personale, gli OO.RR. riusciranno ancor più ad offrire servizi sempre più efficaci ed efficienti”.