La vergogna corre sui social, insulti alle vittime del disastro ferroviario: “20 terroni…”

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Alcuni post agghiaccianti stanno scatenando polemiche sui social network. I soliti “leoni da tastiera” hanno utilizzato Facebook per offendere le vittime del disastro ferroviario di ieri mattina nei pressi di Corato. 27 morti (dato parziale) e oltre 50 feriti. Ma sul web tutto questo importa poco o nulla. “20 terroni deceduti e oltre 35 feriti, questa la grande notizia di stamattina”, scrive qualcuno. “Tranquilli – dice un altro -, l’incidente è avvenuto a Bari quindi non in Italia”. “E niente – si legge ancora – dormo due ore e poi scopro che in Puglia è avvenuto un incidente. Dovrei dormire più spesso”. E infine: “La cosa che più mi stupisce dell’incidente dei treni in Puglia è il fatto che ci siano i treni in Puglia”.

A tutto questo va aggiunto lo sciacallaggio mediatico a pochi minuti dalla tragedia. “Su tutti mi è capitato di leggere lo status dell’onorevole Di Battista (M5S) – scrive su Huffington Post, il politologo Tommaso Ederoclite -, che dopo nemmeno 10 minuti dallo scontro aveva già dato colpe e distribuito responsabilità. Il tutto senza conoscere i dettagli dell’accaduto. Non si sapeva nemmeno quanti morti ci fossero che l’onorevole aveva già puntato il dito, come suo solito, su chi fosse il colpevole e chi doveva rispondere dell’accaduto. Intorno a lui uno stuolo di persone, magari non dotate della stessa visibilità dell’onorevole, si sono subito cimentate in un racconto della tragedia.

Nello stesso tempo, mentre tutti erano accaniti a seguire quel dramma, arriva un tweet di Roberto Saviano dove postava un mini video dei The Jackal. Per carità, il noto scrittore può postare e fare quello che vuole, ma qualcuno gli ha fatto notare che mentre c’era in corso una tragedia lo scrittore di Gomorra se ne stava lì a passare materiale ludico. Forse non aveva ancora compreso la gravità della faccenda, comprensibile come fatto. Ma dopo qualche minuto, resosi forse conto che a Bari si stava consumando un dramma enorme, ha pensato bene di partecipare al dibattito, assumendo anche lui l’atteggiamento di coloro che sapevano già tutto e distribuivano colpe e responsabilità dell’accaduto. Addirittura tirando in mezzo il Presidente del Consiglio e le sue funzioni.

Nel giro di poche ore sui social potevi dunque leggere di tutto. Analisi tecniche fatte attraverso misere ricerche su google, ricostruzioni fantasiose ai minimi del ridicolo, dove piovevano analisi tecniche, si mischiavano la Tav, il Mose, la Salerno-Reggio Calabria, il Ponte sullo Stretto di Messina. E lo facevano con una superficialità tale da chiedersi perché e con quale scopo e criterio lo stessero facendo. Tutti esperti di infrastrutture, mobilità, di Ferrovie dello Stato, di trasporto in ferro, di metropolitane, di alta velocità, mezzi pubblici. Tutti. E tutti ne parlavano come se stessero discutendo dell’ultima formazione della nazionale”.