Mafia foggiana, ecco gli assassini di Rocco Dedda. Polizia diffonde immagini e chiede aiuto ai cittadini

Ammazzato il 23 gennaio 2016, Rocco Dedda è l’ultima vittima della guerra di mafia tra i clan foggiani. Ritenuto dagli inquirenti vicino ai Sinesi-Francavilla, Dedda è stato ucciso attorno alle 14 e 30 da due persone, all’ingresso della propria abitazione in via Capitanata (Borgo Croci). L’uomo, 47 anni, è deceduto in ospedale. Oggi la polizia ha fornito fotogrammi e un video dei killer. In un’immagine si notano mentre con lo scooter si dirigono verso casa della vittima. Poi si vede mentre incendiano il motociclo in zona Villaggio Artigiani. Infine vanno via a piedi. Ed è proprio negli ultimi fotogrammi che uno dei killer sembrerebbe abbastanza riconoscibile. 

Per questo, d’intesa con la Procura Distrettuale Antimafia di Bari, al fine di poter concorrere all’identificazione degli autori di quell’efferato omicidio, la squadra mobile di Foggia guidata da Roberto Pititto, ha consegnato agli organi di stampa foto e video per dare massima diffusione, sperando nel sostegno della cittadinanza.

“Eventuali informazioni sugli autori dell’omicidio – fanno sapere dalla questura – potranno essere comunicate agli investigatori della squadra mobile di Foggia che potranno essere contattati tramite 113 o per chi abita fuori provincia al seguente numero 0881668111. Si ringrazia per la preziosa collaborazione”.

L’inchiesta de l’Immediato (le carte di “Rodolfo”)

Rocco Dedda (alias “Tempo Zero” e “Sombrero”) è soltanto l’ultima vittima della guerra di mafia a Foggia scatenata, da un lato, dalla batteria dei Sinesi-Francavilla della quale Dedda faceva parte, dall’altro lato dai Moretti-Pellegrino-Lanza. Il nome di Dedda spunta più volte nelle 280 pagine dell’ordinanza “Rodolfo” in quanto era incaricato di ritirare la tangente dall’imprenditore della Cereal Sud, Franco Curcelli. E questo dava molto fastidio ai boss rivali Rocco Moretti detto “il porco” e Vincenzo Antonio Pellegrino detto “capantica” o “Enzino”. Sì perché questi ultimi pretendevano di “strappare” l’imprenditore alla “concorrenza” ottenendo favori e, soprattutto, soldi in via esclusiva. Alla fine si creò un consorzio chiamato “La Nuova Italia” dal quale entrambe le batterie criminali potevano attingere trasformando in lecito l’illecito.

Intercettazione: Franco Curcelli parla alla sua dipendente Assunta detta Claudia Giampietro: “…fammi capire com’è?… che cosa? (recita le parole di Pellegrino, ndr)… Enzì… io già tengo un consorzio che ne devo pagare ancora un altro?… ma di che consorzio stai parlando?… se è quel consorzio che sto pensando io tu non devi più niente a nessuno (dice riportando ancora le frasi di Pellegrino, ndr)… a nessuno!… eh Rocco (Dedda, ndr)? Mo te lo dico mo… niente più a nessuno! Perchè poi se lo so poi, poi hai visto, poi… già iniziava a non parlare più (intende dire che Enzino Pellegrino si è molto alterato con Dedda ordinandogli di non prendere più la tangente estorsiva da Curcelli per conto dei Francavilla, ndr). Già se ne era andato di testa…”

Giampietro: Secondo me si deve far male Rocco in questa situazione

Curcelli: Che me ne strafrega a me

Giampietro: Perché quelli là adesso si sfiammano (si arrabbiano, ndr)… sicuro

Curcelli: Non possono sfiammare… non possono fare niente

Giampietro: Se la prendono con Rocco

Curcelli: Le regole sono quelle

Giampietro: Quali regole… se la prendono con Rocco

Fu proprio l’intervento di Pellegrino a frenare le attività di Rocco Dedda scatenando l’ira di Emiliano Francavilla, deciso a ripristinare quanto prima il pagamento delle tangenti al proprio clan. “Rocco sta cacato sotto… – dice Curcelli alla Giampietro in un’altra intercettazione -. Il messaggio è stato chiaro e forte… Emiliano ha detto a Rocco: Ti levo da mezzo”.