Capitanata, lo scontro Emiliano-Renzi ci costa (per ora) 12 milioni. “Ma su questa provincia attenzione alta”

giunta regionale foggia 1

Finanzieremo tutti i progetti concreti in provincia di Foggia”. Il governatore Michele Emiliano ha provato a convincere i sindaci, ma non è riuscito a contenere il cahier de doleances già preparato nei giorni scorsi. Così, la riunione della Giunta “itinerante” (dopo Taranto e Brindisi) a Palazzo Dogana si è trasformata in una verifica di mandato, con un dato che, al momento pesa più di tutti gli altri: lo scontro con il premier Matteo Renzi “costa” – per il momento – 12 milioni di euro alla Capitanata. Le cifre arrivano proprio dall’ex sindaco di Bari: “Potremmo provare a sostenere tutti i piani strategici, finanziando così una parte importante dei progetti in attesa sul territorio. Ma ci mancano 12 milioni per arrivare ai 24 pianificati, questo perché le decisioni vengono prese a Roma e non riusciamo a spuntarla con il ministero: se qualcuno ci dice di avere qualche chance in più siamo ben disposti ad accoglierlo”. Parla di “regionalismo inefficiente” per sottolineare l’impotenza dichiarata nel rispondere a tutte le esigenze sinora manifestate dal basso.
“Molti si sono preoccupati del Patto per il Sud – ha detto Emiliano – che, diciamo la verità, rispetto a quello che avrebbe dovuto essere, è poca roba, purtroppo. Ma il problema non è il Patto per il Sud. Il denaro per realizzare le opere in provincia di Foggia c’è, è disponibile tra i fondi strutturali europei e quelli nazionali. Bisogna però indirizzarlo su progetti condivisi. Alla Provincia di Foggia stiamo cercando di dare la massima attenzione, sia dal punto di vista sostanziale che dal punto di vista psicologico. La Puglia non può fare a meno della forza economica dell’agricoltura e delle imprese di questa provincia, che è la parte della regione più vicina all’Europa. È centrale il rilancio di quest’area e pensiamo di poterci riuscire in un mix di agricoltura, di industria di qualità, ricerca scientifica e soprattutto turismo, che è la vocazione di tutta la Puglia. I Governi della Repubblica, da anni, quando i conti non tornano attingono dall’FSC, e quindi ai fondi destinati per l’80 per cento al Sud, preferendo spendere queste risorse direttamente. Dispiace perché la Puglia ha sempre speso bene tutti i soldi, quasi 6 miliardi nella scorsa programmazione, oggi tagliati a meno della metà. La storia è sempre la stessa: noi siamo il Sud, o ci difendiamo da soli o non ci difende nessuno”.

La partita del Patto del Sud è aperta – ha ribadito il presidente – c’è una impostazione che tiene conto di ciò che è più facilmente realizzabile. Per questo attendiamo proposte per capire su quale opera concentrare gli investimenti. Questa è una riunione orientata a stabilire cose concrete, alla fine dovremo fare una sintesi delle istanze dell’intera comunità e capire quali sono i progetti che possono essere immediatamente realizzati”. “Se il regionalismo salta per aria – ha aggiunto – forse sarà più difficile per i sindaci, per le piccole e medie imprese, per le istituzioni locali avere relazioni direttamente con i ministeri a Roma. Ecco perché i padri costituenti strutturarono il regionalismo che certo va gestito in modo efficiente. Autonomia significa avere capitoli di spesa propri. Crediamo in questo modello, le giunte territoriali sono importanti e rafforzano un dialogo che, con i sindaci in particolare, è costante”.

giunta regionale pubblico 2

I sindaci accusano la Regione

Il sindaco di Foggia, Franco Landella, ha centrato una delle questioni più sentite dagli amministratori negli ultimi anni, quella della pianificazione strategica di Area Vasta. “Le nostre priorità – ha chiosato – sono già presenti nel documento già conosciuto in Regione. Negli ultimi anni abbiamo avuto centinaia di riunioni tecniche e politiche per determinare, direttamente sul territorio, le priorità per lo sviluppo. Tutti i progetti più importanti sono in questo documento che l’allora assessore provinciale Leonardo Di Gioia (attuale assessore regionale all’Agricoltura ed ex assessore al Bilancio nella Giunta Vendola) ha contribuito a redarre. Adesso cosa è successo, avete dimenticato tutto? Noi ci aspettiamo risposte concrete – ha proseguito -, nella speranza che la politica regionale eviti di prendere decisioni fondamentali per i territori prima di aver ascoltato tutte le parti sociali coinvolte. Il ‘Patto per la Puglia’ può e deve essere una grande opportunità per la provincia di Foggia, un’occasione per mettere a profitto l’attività condotta negli anni scorsi sul fronte della programmazione delle prospettive di sviluppo e di crescita del territorio. Per cogliere questo obiettivo, però, occorre scommettere ed investire su ciò che è stato già fatto, immaginato e progettato”. Angelo Riccardi, primo cittadino di Manfredonia, ha rincarato la dose: “Spesso mi accusano di essere un piagnone della Capitanata. E’ vero, e sono molto orgoglioso di soffrire di ‘foggianesimo’. La verità è un’altra: questa terra è stata e continua ad essere umiliata. L’elenco delle opere approvate dalla giunta regionale per la nostra provincia è un atto grave e lo dico all’amico Emiliano, il presidente di regione più disponibile che abbia mai incontrato, una persona attenta, intelligente e disponibile. Ma questa volta deve convenire con noi. La Capitanata – aggiunge Riccardi – puntualmente viene dimenticata. È mai possibile che non riusciamo mai a raggiungere un solo punto sul quale fare sinergia con il resto della Puglia? Sempre le solite scorribande: si pensa a rafforzare l’area metropolitana di Bari che è già ricca di per se. E poi mi dite a cosa serve la metropolitana di superficie di Lecce? Forse qualcuno ha paura che potenziando le nostre strutture si penalizzano quelle di altre zone. Non è così. Potenziare il porto di Manfredonia non significa recare danni a quelli di Bari e Taranto. Se funzionasse l’aeroporto di Foggia non chiuderebbero Bari e Brindisi. Se il Gargano, nonostante le poche risorse, surclassa il Salento che di risorse ne riceve a iosa, non ci sarebbero ripercussioni nel Leccese”. Riccardi poi affonda il dito sulla tecnostruttura della Regione. “Non c’è un foggiano nei posti di potere. Possibile che nessuno capisce niente?”. Infine l’appello a Emiliano. “Caro presidente, o iniziamo tutti a stare insieme o non andiamo da nessuna parte. La Capitanata ha bisogno di aiuto, e lei deve guidare la nostra squadra in questa difficile partita dello sviluppo della Puglia, la provincia di Foggia non può stare più ai margini”.

giunta regionale pubblico

Di Gioia e Giannini “dettano” lo sviluppo

L’assessore al Bilancio, Leo di Gioia ha spiegato come i fondi ex Fas, oggi sviluppo e coesione, devono garantire lo sviluppo di tutto il territorio in maniera duratura e proporzionale. “Dobbiamo investire su acqua e dighe, canali di bonifica e sicurezza idrogeologica – ha detto – ci sono 110 milioni a disposizione. Dobbiamo completare la strada di scorrimento veloce del Gargano per cambiare i fruitori turistici del promontorio. E poi il treno tram. Non vogliamo piccole opere non strategiche, ma opere che vivano a lungo termine e che diano respiro all’intera regione”. L’assessore ai Lavori Pubblici, Gianni Giannini ha infine spiegato che “alcune critiche provengono dalla scarsa conoscenza dei progetti. Occorre creare maggiore fiducia tra noi per garantire maggiore serietà. Sono tre le fonti di finanziamento previste: i Pon, il Por e il Fsc. Sui primi due si mette in luce il protagonismo dei Comuni e delle Province. Per i 2 miliardi del Fsc non ci sono criteri tradizionali: ci sono le urgenze e le priorità. E per questo non c’è una Giunta baricentrica o salentinocentrica: per la Capitanata ci sono fondi e risorse.