Banale lite a scuola, docente rifila calci e pugni a studente. I ‘salviniani’: “Porteremo caso in Parlamento”

liceo virgilio vico del gargano
Ultimo giorno di scuola in gran parte dell’Italia. Ma nel Liceo Publio Virgilio Marone di Vico del Gargano, la stagione si conclude nel peggiore dei modi. La famiglia di Giandomenico, un 15enne studente, ha denunciato un professore accusato di aver picchiato il ragazzo con calci e pugni. I fatti, che sono attualmente al vaglio degli inquirenti, stando a quanto riportato da testimoni e al contenuto della querela presentata dalla famiglia del minore, rappresentano uno scenario che, laddove confermato, sarebbe allucinante.
In seguito ad un banale diverbio tra il docente e lo studente, il prof avrebbe inseguito nei bagni della scuola il minore e dopo aver bloccato la porta, lo avrebbe picchiato procurandogli ferite giudicate guaribili in 15 giorni. Giandomenico, soccorso da uno studente dell’ultimo anno, è stato medicato nell’ospedale di San Giovanni Rotondo. Il docente è un ingegnere 50enne di Carpino, non titolare di cattedra ma supplente di matematica.
Sul caso sono intervenuti i rappresentati locali e regionali di “Noi con Salvini”. “Il peggio dal punto di vista fisico ma non psicologico – sottolinea Rossano Sasso coordinatore regionale -, perché per lo studente si profila una estate a base di colloqui con specialisti che possano riportare il minore ad una serenità che gli è stata tolta. Non è possibile che le famiglie affidino i propri figli alle scuole per l’educazione e l’istruzione, e questi vengano picchiati. Ormai i casi di violenze nelle scuole italiane sono all’ordine del giorno, si parte dai bimbi degli asili e si finisce agli adolescenti. Qui, se i fatti dovessero essere confermati, si va oltre il semplice abuso dei mezzi di correzione, dovremmo parlare di una aggressione vera e propria commessa dall’insegnante. Ciò che ancora non è chiaro, è l’atteggiamento della scuola e della direzione scolastica. Noi presenteremo una interpellanza alla direzione scolastica regionale per conoscere innanzitutto quali provvedimenti siano stati adottati nei confronti del docente, chiedendo per esempio se quanto accaduto sia stato verbalizzato, e se del fatto sia stato informato il Ministero dell’Istruzione. Se non dovessimo ricevere risposte siamo pronti a presentare una interrogazione parlamentare attraverso i nostri deputati. Gli insegnanti che picchiano i bambini – conclude Sasso – non sono degni di sedere dietro una cattedra e di svolgere uno dei mestieri più belli al mondo, quello di formare le nuove generazioni, e non sarebbe male proporre delle visite psico-attitudinali per tutti gli”. Per Daniele Cusmai, dirigente di Noi con Salvini di Vico del Gargano, “l’augurio è che venga fatta al più presto chiarezza e giustizia, in modo da riportare un giusto clima di equilibrio e serenità nella comunità scolastica turbata dall’accaduto”.
Intanto in questi giorni è stato esposto uno striscione di solidarietà da parte dei militanti salviniani e di semplici studenti, dal titolo semplice ed evocativo: “Educare e non picchiare, forza Giandomenico”.