Caos in Ataf, Landella: “Manipolo di personaggi da punire”. L’azienda: “Stipendi ridotti di 80 euro”

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È caos in Ataf. Ieri l’azienda ha incontrato le organizzazioni sindacali, rappresentando le difficoltà finanziarie derivanti dal pregresso debito con Inps, Agenzia Entrate e BNL. Ataf ha proposto ai sindacati una rimodulazione delle disdettate indennità economiche aziendali  sulla base di ipotesi di nuove intese economiche e normative sostitutive di quelle disdettate e rispondenti a criteri di sostenibilità economica, alla necessità di collegamento delle indennità aziendali a parametri di produttività ed efficienza e ad effettive prestazioni non già remunerate dal CCNL, nonché a efficaci parametri antiassenteismo.

Inoltre, ha prospettato una riduzione temporanea di tali indennità da giugno a dicembre 2016 al fine di consentire alla società di superare le difficoltà finanziarie di quest’anno, con l’impegno a valutare concretamente una possibilità di restituzione di tali minori emolumenti o nello stesso 2016 o nel 2017 laddove si verifichi il plausibile miglioramento della situazione aziendale, legato anche alle determinazioni che l’amministrazione comunale si accinge a deliberare in ordine all’adeguamento inflattivo dei contratti del TPL, alla ricapitalizzazione dell’azienda e al complesso di azioni tendenti al miglioramento dei ricavi della sosta. L’entità di tale temporanea riduzione delle retribuzioni è di circa 80 euro al mese da giugno a dicembre 2016.

In ordine inoltre a quanto dichiarato pubblicamente nei giorni scorsi dalle organizzazioni sindacali, l’azienda puntualizza che la proposta dei sindacati di acconsentire a procrastinare il pagamento del solo Premio di risultato non libera risorse sufficienti a garantire la stabilità finanziaria del 2016. Inoltre non risponde al vero che si vogliano ridurre le indennità ai lavoratori di Ataf per “assumere” le 18 unità degli ex operatori della sosta: è vero invece che, avendo l’azienda riqualificato 8 manovali pulitori alle mansioni di autista e meccanico (settori nei quali vi è necessità di personale per eliminare lo straordinario), rimangono parzialmente scoperte le necessarie mansioni di pulizia degli autobus, per coprire le quali l’azienda avrebbe comunque dovuto ricorrere a personale esterno.

Secondo Ataf appare contraddittorio affermare, come fanno i sindacati e altri soggetti, che le 18 unità avrebbero potuto essere assorbite da Apcoa, in quanto da una parte il relativo costo per Ataf sarebbe stato (ovviamente) lo stesso, e dall’altra i 18 in Apcoa non avrebbero potuto essere utilizzati per la pulizia degli autobus; inoltre, in Apcoa non vi è necessità di 18 unità, ma solo delle 5 che verranno trasferite per il presenziamento/pulizia dello Zuretti e del Ginnetto.

Riguardo alla situazione del parcheggio Zuretti, si evidenzia che l’azienda ha potenziato la videosorveglianza, che è attiva 24 ore al giorno con personale costantemente presente nella centrale di controllo presso la sede di Ataf e in collegamento con le forze dell’ordine affinché queste possano intervenire con tempestività appena allertate; inoltre, dal 30 maggio saranno presenti nel parcheggio 3 unità (rivenienti dai 18 ex operatori della sosta) con funzioni di presenziamento e pulizia, risultando così con queste due azioni notevolmente aumentata la sicurezza del parcheggio; a tal proposito, si deve notare che gli atti di vandalismo allo Zuretti appaiono verificarsi “ad orologeria”, ovvero in concomitanza della vigilia di talune decisioni da parte dell’azienda.

E ancora: riguardo alla situazione del parco autobus (dove, anche qui, per inciso, l’impennata delle rotture avviene  in concomitanza della vigilia di talune decisioni da parte dell’azienda), l’azienda dal 30 Maggio aprirà l’officina anche al pomeriggio per consentire di riparare e rendere disponibile al mattino un maggior numero di autobus (a costo zero e grazie alle riqualificazioni di personale di cui si è detto sopra); appare strumentalmente denigratorio affermare, come qualcuno fa, che tale personale non sia all’altezza e che quindi sia inutile.

Infine gli autobus, Ataf e il Comune di Foggia sono impegnate, pur nelle rispettive rilevanti difficoltà finanziarie, ad incrementare il parco autobus in una situazione (che è comune a tutto il territorio nazionale e che voler ridurre ad un problema solo foggiano è o provincialistico o strumentale) di sostanziale blocco dei finanziamenti statali e regionali che dura ormai da 8 anni: ormai ben 2/3 del parco autobus circolante è stato acquistato o dal Comune o dall’Ataf (mentre la legge mette questi investimenti a carico dello Stato e della Regione), e stare a puntualizzare, come qualcuno fa (amplificando fino al ridicolo i numeri reali) che qualcuno degli autobus usati acquistati ormai anni fa non è più marciante appare anche qui strumentale e in malafede.

Sindaco Landella e presidente del Cda Ferrantino: “Fatti di gravità inaudita”

“Quanto sta accadendo nella sede dell’azienda Ataf SpA è un episodio di una gravità inaudita e di una violenza che colpisce l’intera comunità cittadina”. Ad affermarlo il sindaco di Foggia, Franco Landella e il presidente del Consiglio di Amministrazione dell’azienda di trasporto pubblico, Raffaele Ferrantino. “Questa mattina gli studenti, i lavoratori, i portatori di handicap, gli anziani non hanno potuto utilizzare il servizio di trasporto pubblico per l’irresponsabilità di un manipolo di personaggi che vanno ora individuati e puniti in modo esemplare. Oggi è andato in scena un vero e proprio atto di sabotaggio, un’interruzione barbara e selvaggia di pubblico servizio che non può essere giustificata con nessuna divergenza di posizioni rispetto alla trattativa in corso con azienda, società e proprietà con riferimento al nuovo piano industriale. Colpire l’utenza, arrecando un danno soprattutto alle fasce sociali più deboli, è infatti un atto vile, fuori dalle regole della convivenza civile e compiuto in spregio alla cornice normativa che disciplina il diritto allo sciopero. Un comportamento che non esitiamo a definire delinquenziale, sul quale, siamo certi, Forze dell’Ordine e Magistratura sapranno fare luce. Così come l’azienda si attiverà immediatamente per muoversi nella stessa direzione. Non può esserci spazio per alcuna attenuante né per alcuna interpretazione di comodo di fronte ad una vicenda di questa gravità, che è estranea a qualsiasi matura cultura politica e sindacale“.