Screening neonatale, ci sono le macchine ma non funzionano. “In Puglia a rischio 37mila bambini”

MJS newborn12, nws, sears, 1-2

Questa mattina una delegazione del Movimento 5 Stelle composta dai consiglieri regionali ha effettuato un blitz nell’ospedale pediatrico Giovanni XXIII allo scopo di constatare di persona lo stato dei luoghi del laboratorio dove si faranno gli screening neonatali e per verificare la messa in funzione degli appositi macchinari. i pentastellati (Mario Conca, Marco Galante e Antonella Laricchia) hanno constatato come, ad oggi, si continuano a fare solo due indagini sul sangue capillare dei neonati, lo screening della fenicheltonuria e quello dell’ipotiroidismo, ma è finalmente partita da un mese la fase di cut off quello per la fibrosi cistica, reso obbligatorio dalla legge 104/92. Per lo screening neonatale allargato invece, già realtà in altre regioni virtuose, ci sarà ancora da aspettare.
“Una situazione – commentano i consiglieri- che è purtroppo comune a tutti gli ospedali pediatrici di Puglia. Nelle scorse settimane, il direttore generale Vitangelo Dattoli ci ha assicurato che il terzo screening neonatale dovrebbe, il condizionale è d’obbligo, partire dal 2 luglio 2016, con ben ventiquattro anni di ritardo.”
Per quanto concerne il Progetto dello screening neonatale allargato a venti malattie metaboliche, a quanto pare la strada da percorrere è ancora molto lunga e purtroppo i circa 37mila nati ogni anno in Puglia continueranno a rischiare la vita.
“Si tratta di un progetto finanziato da ormai tanti anni – dichiarano i tre consiglieri pentastellati –, ma la Regione Puglia non rientra ancora tra quelle regioni virtuose, come la Liguria, il Veneto ed altre, in cui lo screening neonatale allargato è già una grande realtà. Gli annunci del direttore generale Dattoli risalenti a circa dieci anni fa, non hanno avuto seguito, se non in merito all’acquisto dei macchinari rimasti poi inutilizzati. Per questo motivo – concludono – il gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle annuncia di voler proporre una richiesta di audizione nei confronti delle istituzioni e delle professionalità del settore al fine di seguire costantemente lo stato del progetto dello screening neonatale allargato, la tempistica necessaria affinché possa divenire una realtà, nonché i criteri che verranno utilizzati per selezionare il personale da impiegarvi”.