Traffico internazionale di auto rubate, sgominato sodalizio nel Foggiano. 5 arresti e 2 ricercati

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Sgominata dalla polizia di Rieti una banda dedita a truffe, ricettazione e riciclaggio di auto. Al termine di una lunga indagine, iniziata nel gennaio 2015, coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica, Rocco Gustavo Maruotti, personale della 3a Sezione della squadra mobile della questura di Rieti, diretta dal vice questore aggiunto Antonella Maiali, ha disarticolato un’organizzazione criminale, operante su tutto il territorio nazionale, dedita a truffe, estorsioni, ricettazione e riciclaggio internazionale di autovetture di grossa cilindrata ed altri mezzi di locomozione di ingente valore commerciale.

L’operazione è partita all’alba di ieri e si è conclusa nella mattinata odierna con l’esecuzione di sei delle otto misure cautelari disposte dal gip del Tribunale di Rieti, Andrea Fanelli. Gli agenti della squadra mobile reatina hanno operato in collaborazione con le squadre mobili delle questure di Bologna, Pescara e Foggia, nonché con la polizia stradale di Pescara ed il commissariato di polizia di San Severo, arrestando Marco Canistro di 37 anni e Luigi Minò di 32 anni, finiti nel carcere di Foggia.

Domiciliari per Luigi Canistro di 43 anni, Luigi Gualano di 61 anni e Antonietta Di Lillo di 59 anni. Inoltre, è stata notificata a Anna Giovanna Lombardi di 44 anni la misura cautelare dell’obbligo di dimora.

All’arresto sono sfuggiti due indagati: il primo, Roberto Canistro del 1977 di Pescara, è considerato il capo e ruota attorno a un autosalone di auto di Pescara. Ha condotto tramite il suo avvocato una trattativa con la procura per costituirsi ma poi l’altro ieri ha deciso di non presentarsi. Il secondo è un lituano, probabilmente già fuggito all’estero. Si tratta di Nerijus Paliulis del 1976, destinatario della misura cautelare dell’obbligo di dimora e del divieto di espatrio. Il sodalizio criminale, composto in totale da 10 soggetti, tutti già noti alle forze di polizia e originari della provincia di Foggia (in particolare San Severo e Torremaggiore), con la sola eccezione del lituano Paliuilis, si caratterizza per una forte componente familistica: molti degli associati, infatti, sono legati tra loro da vincoli di parentela, il che ha reso il “consorzio criminale” particolarmente coeso, sul modello delle cosiddette ‘ndrine calabresi.

L’associazione aveva base fra le province di Pescara e Foggia ed era solita colpire su tutto il territorio nazionale, con predilezione per la “dorsale adriatica”. Gli interrogatori di convalida per gli arrestati verranno effettuati per rogatoria da un gip del tribunale di Foggia.
L’inchiesta è stata radicata a Rieti perchè il pm Rocco Maruotti ha contestato agli indagati l’associazione per delinquere, il reato più grave che determina la competenza per territorio.
Poco aiuto è arrivato dalle intercettazioni telefoniche: gli indagati si chiamavano solo per darsi appuntamento e parlare tra di loro di persona.