I “re” dei rifiuti puliti e immacolati, Bonassisa assolti per la discarica di Orta Nova. Si chiude “Black Hole”

foto Carlo Colantuono
foto Carlo Colantuono

Definitiva l’assoluzione per Rocco e Maurizio Bonassisa, imprenditori nel settore ambientale coinvolti nell’inchiesta “Black Hole” sulla discarica di Orta Nova. La Corte di Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda confermato le decisioni assunte in secondo grado. I giudici hanno dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale di Bari che contestava il verdetto della Corte d’Appello nel marzo 2015. Secondo la tesi della difesa (avvocato Luigi Follieri, ndr) quello sversato dalla ditta “Agecos” dei Bonassisa era semplice terreno da scavo e non rifiuti. Tesi che ha trovato conferma in tutti i gradi di giudizio tranne nel primo quando Rocco venne condannato a due anni di carcere per “traffico illecito di rifiuti” mentre il fratello Maurizio a 15 mesi con pena sospesa per entrambi. In primo grado vennero invece assolte tre persone. Poi in Appello l’assoluzione giunse anche per i “Bonassisa’s”.

È questa una seconda vittoria per i fratelli di Deliceto già assolti in “Black River” a novembre 2015. Questa la decisione che presero i giudici nella sentenza di primo grado per la discarica abusiva scoperta nel 2008 a Castelluccio dei Sauri. Scattò invece la prescrizione per il reato di trasporto di materiale terroso per tutti gli imputati. Secondo l’accusa, l’azienda Agecos di Rocco Bonassisa, realizzò una mega discarica abusiva vicino al fiume Cervaro, nell’agro di Castelluccio dei Sauri. Circa 500mila metri cubi destinati alla monnezza. Un’area vasta quanto otto campi di calcio. Gli esperti la definirono “la discarica abusiva più grande d’Europa”.

“Black Hole” in pillole

Nel dicembre 2009, la Guardia di Finanza di Foggia notificò su ordine dell’Autorità Giudiziaria e in relazione al sequestro di una “discarica abusiva di 68mila metri quadri nel Comune di Orta Nova”, dei provvedimenti cautelari di arresto domiciliare e di obbligo di dimora nei confronti di due persone. L’operazione portò alla denuncia di sette persone all’autorità giudiziaria e al sequestro di tre discariche abusive con un’estensione complessiva di 143mila metri quadri, contenenti 130mila tonnellate di rifiuti speciali contaminati da cromo esavalente, amianto, metalli pesanti e idrocarburi. L’operazione si riferiva alla scoperta, nel 2008, da parte degli stessi militari foggiani, di tre siti in agro di Orta Nova dove venivano stoccate tonnellate di rifiuti nocivi.