Anche la Ubik di Foggia contro il libro del figlio di Riina. Ma l’editore già ordina la ristampa

12923202_1030369087033935_1129335539286586255_nDaremo spazio anche al libro di Riina ma eviteremo di esporlo in vetrina. Capisco le motivazioni dei colleghi ma non possiamo opporci alla richiesta di un cliente, altrimenti dovremmo censurare metà dei titoli“. Queste le parole di Elisa Signorelli di Ibs Libraccio dopo la polemica innescata dalla puntata di Porta e Porta su Salvo Riina, figlio di Totò, “Capo dei capi” di Cosa nostra. Dichiarazioni che ci piace riprendere per evidenziare la scelta populista di numerose librerie italiane, compresa la Ubik di Foggia che ha addirittura allestito la vetrina con libri su mafia e camorra scritti o ispirati da personaggi che la malavita l’hanno combattuta. Da Falcone e Borsellino fino a Roberto Saviano. “Questi sono i libri che servono per capire cos’è la mafia. “La mafia è una montagna di merda” (Peppino Impastato), comunque si chiami, ovunque operi, organizzata o meno che sia”. Firmato Ubik Foggia. È vero, servono a capire la mafia, come servono a capire la mafia i racconti di chi la mafia l’ha creata, vivendola giorno dopo giorno. Allora dovremmo boicottare, come dice la libraria di Ibs, la metà dei titoli. E forse persino spegnere la tv davanti a film e serie tv che trattano l’argomento. La letteratura è stracolma di opere firmate da criminali o ex criminali.

In America “Il re” di Jon Roberts, l’uomo che per primo portò la cocaina negli Stati Uniti, ha venduto milioni di copie e non stiamo parlando di un angioletto bensì di uno dei maggiori criminali del secolo scorso che per anni si è arricchito con la polvere bianca e poi con la vendita del suo libro, scritto con l’ausilio di un giornalista. Roberts, al secolo Joe Riccobono, è certamente un criminale di spessore molto più elevato di quello di Salvuccio Riina da Padova. Ma ce ne sarebbero migliaia di libri che parlano della malavita “dall’interno”. Molti incentrati sulla droga, altri più romanzati. Anche a Foggia, anni fa, uscì il libro di Giosuè Rizzi, boss della malavita locale colpevole della strage del Bacardi a piazza Mercato negli anni ’80. 

Si potrà discutere sulla qualità e sui contenuti del libro di Riina che si perde in pagine e pagine di storie sul rapporto col padre. Il figlio del boss parla persino di quando insieme guardavano la tv. Insomma, un’opera che di rilevante ha davvero poco o nulla ma l’azione delle librerie non ha fatto altro che accrescere la popolarità del libro che meritava solo di finire tra gli scaffali in forma del tutto anonima. E invece ha già venduto le prime 5mila copie tanto che l’editore ha ordinato la ristampa.