Porte girevoli nel consiglio comunale di Manfredonia. La partita (vera) per il “super assessorato”

A Manfredonia, la maggioranza consiliare di Palazzo San Domenico, uscita dalle urne meno di un anno fa, continua ad essere attraversata da fibrillazioni politiche più o meno velate, tra spostamenti di casacca e sentenze varie della magistratura. L’ultimo esempio in ordine di tempo è l’uscita dal Movimento E.S.T., una delle compagini della variegata coalizione riccardiana, del consigliere Alfredo De Luca, eletto insieme a Michele La Torre nella lista vicina ad Emiliano. “Alla base della decisione di lasciare il movimento vi è stato l’avvertimento di una mancanza di fiducia e rispetto nel sottoscritto e soprattutto un diverso modo di concepire l’attività politica rispetto alle modalità di partecipazione alla coalizione”. Queste le parole di De Luca, smentendo presunti litigi personali tra il coordinatore La Torre e l’ormai ex presidente del movimento, l’avvocato penalista Innocenza Starace, moglie di De Luca, o passaggi verso altri lidi.
La mutevole scacchiera della maggioranza politica in consiglio, si è arricchita di una nuova pedina nella seduta di ieri, con la ratifica dell’elezione, avvenuta per mano del TAR, dell’avvocato Angelo Salvemini di Iniziativa Democratica, che ha scalzato Dorella Zammarano, con il Partito Democratico, compagine di maggioranza relativa in consiglio, che perde un seggio (ora sono 8). Un avvicendamento, quest’ultimo, che rischia di non essere il solo. Dovrebbe arrivare a breve infatti la sentenza del Consiglio di Stato in merito al ricorso intentato da Franco Tomaiuolo, candidato nelle liste dell’Udc, che dovrebbe prendere il posto di Antonietta D’Anzeris, eletta a maggio 2015 nella lista dello scudo crociato, abbandonato poi in corsa insieme ad Antonio Conoscitore, per creare il gruppo Area Popolare Manfredonia, beccandosi gli strali di Angelo Cera e del commissario cittadino Ricucci. Dove si collocherebbe Tomaiuolo non è ancora dato a sapersi, ma pare certo che non prenderà il posto lasciato vacante dalla D’Anzeris, visto che l’Udc è da tempo forza extra-consiliare e di opposizione alla giunta Riccardi. Ancora prima invece, Mario Totaro e Salvatore Valentino, eletti nella lista personale del sindaco Riccardi, “Il bello viene ora”, divenuta in seguito “Manfredonia Democratica”, hanno creato un ulteriore gruppo consiliare, “Volontà Popolare”. Travestimenti e presunte pretese di autonomia politica che fino ad ora non hanno cambiato sostanzialmente l’ossatura della maggioranza, ma che non vanno sottovalutate nell’ottica di quel rimpasto sempre rispedito, per ora, al mittente.

La partita per il “super assessorato”

La vera partita politica, come confermato anche dalla seduta del consiglio di ieri l’altro, riguarda senza dubbio il vacante “super assessorato”, quello con la delega al Territorio e all’Ambiente, comprendente tutta la fondamentale sfera riguardante le attività urbanistiche, e delle duplici dimissioni rosa (Armiento e Palumbo) avvenute per ragioni ‘personali”. Ieri nella sala consiliare di Palazzo San Domenico, Riccardi, replicando ad un’interrogazione di Forza Italia, ha ribadito l’importanza della scelta che si andrà ad effettuare, confermando la voglia di non correre, pur lasciando intendere di non essere lontano dalla scelta.
“Forse stiamo parlando di un settore, come articolato, molto complesso. L’aspetto più significativo di questo settore è l’assenza di un dirigente. Abbiamo fatto una selezione e dalla prossima settimana avremo il dirigente del settore Ecologia ed Urbanistica, una garanzia di assoluta professionalità. Rassicuro il consiglio sul fatto che tutte le questioni del settore sono seguite e che personalmente non sottovaluto la situazione e tantomeno mi sottraggo alle responsabilità. In ogni caso, già nella prossima settimana, mi accingerò a fare delle scelte che porteranno alla ricollocazione dell’assessorato in questione”. Così Riccardi nella replica all’interrogazione del consigliere forzista Taronna. Tra le righe la parola chiave sembrerebbe essere quel ‘ricollocazione’ che potrebbe portare ad una redistribuzione delle deleghe, con la separazione dell’assessorato all’ambiente da quello dell’urbanistica. A questa assegnazione, con ogni probabilità, seguirà un effetto domino riguardante altre deleghe assessorili, quelle di Cinque e Varrecchia nello specifico, con la questione quota rosa da rispettare non propriamente sullo sfondo. I nomi d’attualità sono quelli ricorrenti di Maria Grazia Campo e di Matteo Clemente, che così bene aveva fatto da tecnico esterno durante l’interregno alla pianificazione urbanistica ed assetto del territorio nella scorsa legislatura. Tutti elementi che porterebbero, in buona sostanza, a quel rimpasto da più parti sussurrato e non ancora concretizzato.

g.s.