Un tesoretto (1,5 milioni) per i giovani medici, ecco il “patto sociale” per Foggia

Un milione di euro per il diritto allo studio, un altro milione e mezzo per la formazione dei giovani medici da impiegare nelle corsie degli Ospedali Riuniti, oltre allo sblocco di una parte dei 12 milioni di euro di crediti che l’Università di Foggia vanta nei confronti della Regione Puglia (e che dovranno essere reinvestiti nella qualità dell’offerta formativa). Sono questi alcuni dei punti chiave del “patto sociale” sottoscritto questa mattina dal rettore Maurizio Ricci e dall’assessore al Bilancio della Puglia, Raffaele Piemontese. “Lo sforzo – ha spiegato Ricci, da qualche mese a capo del Curc, organismo di coordinamento delle università pugliesi – è quello di investire sul territorio attraverso il raccordo tra l’alta formazione dei ragazzi e l’incremento delle possibilità occupazionali in provincia”. A cominciare dal policlinico di via Pinto, divenuto fonte d’interesse precipua per l’ateneo di via Gramsci. “Un punto centrale è certamente la valorizzazione dell’ospedale, per la sua funzione sociale nel fornire un’assistenza sanitaria di qualità – ha dichiarato Ricci -, per questo abbiamo spinto sul pagamento delle borse di studio e per la prima volta abbiamo pagato il cento per cento delle rette, nonostante il periodo di forte ridimensionamento dei finanziamenti. Bisogna invertire la rotta se vogliamo far ripartire il territorio, perché i dati nazionali ci dimostrano che in Italia abbiamo un numero di laureati bassissimo: situazione che non conforta alla luce delle sfide sempre più impegnative che ci ritroviamo ad dover intraprendere nel breve periodo”.

ricci piemonteseE se dopo anni la struttura di via Caggese (economia), “abusiva” da troppi anni ed in coabitazione con l’ex Iriip, è stata consegnata in concessione per 99 anni all’Unifg, restano da sciogliere ancora alcuni nodi. Uno di questi è la cardiochirurgia, sulla quale sta investendo molto il rettore. Piemontese ha dichiarato che le risorse necessarie per il personale, circa 2,5 milioni di euro, “ci sono, ma dovrà essere il governatore e assessore alla sanità Michele Emiliano a definire tutto nel dettaglio”. Nel frattempo, si è impegnato a staccare un assegno da 294mila euro per un credito del 2006 (una parte del monte complessivo di 12 milioni, rinvenente da operazioni nell’edilizia, dalla ricerca applicata e dalla formazione professionale). 

Intanto, una trentina di specializzandi potranno continuare ad investire sul proprio futuro nella propria terra, grazie al milione e mezzo garantito a Bari (lo stanziamento è stato quasi raddoppiato rispetto ai bilanci scorsi, nonostante il taglio del 70 per cento operato a livello nazionale). Gli OO.RR. così potranno tirare un piccolo sospiro di sollievo, visti i tempi durissimi sul fronte del personale, da anni paralizzato dal blocco del turnover e delle assunzioni. “Sono solo i primi passi di un governo politico – conclude Piemontese -, che non condivide il modo di pensare dei governi tecnici. Abbiamo dato risposte celeri dopo anni di paralisi, adesso bisognerà proseguire su questa strada”.