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Home - Il caso dei lavoratori della Provincia in esubero, sindaci disertano assemblea. “Comuni insensibili”

Il caso dei lavoratori della Provincia in esubero, sindaci disertano assemblea. “Comuni insensibili”

Di Paola Lucino
9 Febbraio 2016
in Politica
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Non è valida l’assemblea dei sindaci che avrebbe dovuto discutere del personale della Provincia da “ricollocare” presso altri enti secondo la legge Delrio ma ancora in bilico tra difficoltà economiche e vaghezza nel legiferare sul punto. Dovevano essere minimo 21 i sindaci presenti all’assemblea convocata in via Telesforo a Foggia ma ai due appelli sono risultati in 15. Coperti i centri più grandi (Cerignola. Lucera, Manfredonia e Foggia) ma non basta per il quorum, l’assenza di gran parte della Capitanata acuisce una situazione di malcontento in un personale già in agitazione.

Avevano redatto una bozza di discussione che è rimasta nella mani di astanti sconfortati ed arrabbiati. Si tratta di capire se tutti gli enti hanno ottemperato alle loro funzioni. I dipendenti chiedono “l’adozione di provvedimenti idonei per rendere effettivo il trasferimento alle Regioni con i relativi beni, risorse umane e finanziarie”. Vorrebbero chiarezza sulle “funzioni non fondamentali e sulla valorizzazione delle competenze”. Sbottano quando il presidente Francesco Miglio dichiara che la seduta è sciolta perché nulla, uno applaude ironico, Miglio lo redarguisce: “Abbia rispetto per le istituzioni”. “Sono loro che non ne hanno, non hanno sensibilità, io ho vinto un concorso, mi trovo alle attività produttive che la Delrio ha deciso non fondamentale come funzione” dice un dipendente alla fine dell’incontro. In sala si vede la polizia provinciale con relative discussioni, a distanza, sul perché alcuni di loro “siano stati privilegiati nella ricollocazione”.  Il responsabile della Cgil Giuseppe Leone ammonisce: “No ad una guerra fra poveri”, ma è quello che sta capitando. 

Leone (Cgil): “La Regione ci faccia capire”

Giuseppe Leone
Giuseppe Leone

Miglio è rammaricato: “I sindaci assenti non sono stati sensibili rispetto ad una problematica che coinvolge i Comuni. La legge dice che devono attingere al personale in esubero della Provincia nel caso di concorsi, anche di questo avevamo intenzione di discutere ma è inutile l’accanimento terapeutico, terremo un consiglio provinciale”.

Alcuni fra i rappresentanti dei Comuni dicono la loro in merito alla ricollocazione. Franco La Torre, consigliere provinciale, precisa che “Foggia con il salva-enti non può assorbire nessuno”. Antonio Tutolo, sindaco di Lucera, ammette che in organico c’è posto ma mancano le risorse. Un argomento spinoso da affrontare, all’assemblea dei sindaci sulla sicurezza non solo il quorum è stato raggiunto ma la loquacità e le lamentele dei primi cittadini gravati da tagli e magri bilanci sono stati al centro dell’attenzione.

Va precisato che entro il 12 febbraio i Comuni dovranno comunicare sul portale della mobilità i loro posti disponibili, dopodiché interviene il Ministero per la stessa operazione con un “atto d’imperio”. Nel caso nemmeno in questo modo si trovi spazio dal primo gennaio scatta per il personale in esubero “la messa a disposizione” con l’80% dello stipendio e poi il licenziamento. Leone, intervistato dalla stampa chiede alla Regione “di venire fuori, di essere chiara, non vogliamo fare la guerra a nessuno, capisco che hanno altri lavoratori da collocare anche precari ma noi difendiamo le nostre professionalità”.  

La provincia di Foggia ha il più alto tasso di esuberi d’Italia. I dipendenti che avrebbero dovuto transitare ad altro ente sono 250 su 500. Al momento non ci sono stati bandi per altri ministeri e in più vige il taglio del 50% delle spese cui l’ente è obbligato.


Lo stralcio dell’ambiente fra le competenze regionali

La legge regionale 31/2015 ha legiferato sulle funzioni non fondamentali della Provincia fra cui cultura, formazione professionale, politiche sociali. Successivamente una modifica alla legge ha esteso l’ambito cultura con la dicitura “attività culturali” facendo rientrare anche i musei e le biblioteche ma senza citarli esplicitamente. Fra l’altro di quei lavoratori si è molto discusso e per ora è ignoto a tutti se in un secondo step potranno essere riassorbiti completamente. Il problema, in ogni caso, riguarda l’ente nella sua totalità.

Inoltre durante l’approvazione del bilancio, la Regione ha modificato l’articolo 2 di quella legge 31 sopprimendo la parola “ambiente”, cioè questa funzione, che prima Palazzo Dogana esercitava con i soldi di via Capruzzi, oggi non c’è più. Dovrà portare lumi sull’eventuale altra assegnazione l’Osservatorio nazionale che si sta occupando di questo. Morale della favola: i soldi stanziati per il 2016-2018 sono 5 milioni per assorbire 150 unità in Regione. Questa la situazione al momento. Leone spera nella circolare del ministro Madia: “Prevede 1000 posti nel ministero della Giustizia per chi non è stato ricollocato dalla Provincia”.

Tags: Foggiafrancesco miglioGiuseppe LeoneNuova Provinciapalazzo dogana
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