Lotta al malaffare, l’impegno dell’Antiracket Capitano Ultimo. “Sempre trasparenza in ciò che facciamo”

L’Associazione Onlus Antiracket Capitano Ultimo di Torremaggiore, nel corso dell’anno 2015 ha prodotto a livello nazionale ben 97 notizie di reato perseguibili d’ufficio di cui 33 all’Arma dei carabinieri, 27 alla Polizia di Stato, 15 alla Guardia di Finanza, 20 alle Procure della Repubblica Italiana e 2 segnalazioni direttamente alla Corte Europea.
Inoltre, e giacché l’associazione non si ferma solo all’antiracket e anti soprusi poiché è un’associazione operativa e non solo “amministrativa e/o d’accompagnamento”, ha prodotto 6 segnalazioni di ricercati latitanti sul territorio internazionale. Tra queste c’è da porre in evidenza quella di 1 segnalazione per la ricerca e cattura di un latitante ricercato dall’Interpol avente un mandato di cattura internazionale con bollino rosso.
Tra le segnalazioni abbiamo ricevuto anche 18 di presunte vittime di stalking, 1 per minaccia di morte ad un nostro associato per poi essere tramutata in denuncia attiva presso la Polizia di Stato, 3 segnalazioni alla Procura della Repubblica nei confronti di donne per falsa dichiarazione, calunnia e diffamazione. Per quest’ultime segnalazioni c’è da evidenziare che i mandati voluti da terzi sul nostro profilo erano simulati. Lo abbiamo appurato attraverso nostre indagini, confermando che le vittime di abusi da parte di uomini erano state costruite ad hoc attraverso profili falsi sul web. Tutto ciò è avvenuto per vedere, meglio dire spiare, il nostro modus operandi e come ci muoviamo in determinate situazioni. Spesso lo facciamo presente, ma evidentemente non si ascolta il suggerimento che diamo: a chi crede di ostacolare la nostra attività, anche solo per ledere il buon e onorato nome del nostro fondatore, Capitano Ultimo, oggi Colonnello dell’Arma dei Carabinieri, avrà speso male il suo tempo, noi non siamo sprovveduti. Presto ci costituiremo come persone informate sui fatti per 7 segnalazioni di profili falsi e gruppi su Facebook i quali, a detta dei denuncianti, dietro si nascondono vere e proprie associazioni di malfattori che adescano donne indifese per indurle ad esporsi in multi-chat a sfondo sessuale per poi ricattarle. Per tal azione/denuncia noi abbiamo nomi e cognomi di costoro e di chi inconsapevolmente li appoggia.
Ma l’Associazione Onlus Antiracket Capitano Ultimo, come scritto nello statuto, è una onlus, pertanto volta al bene comune, al prodigarsi per gli altri senza scopo di lucro e, in primis, a fornire aiuti sostanziali a chi ne ha davvero bisogno. Pertanto ci fa piacere far conoscere a tutti voi che nel 2015 abbiamo donato di tasca nostra, con una colletta durata per tutto l’arco temporale del 2015, una somma in denaro che non supera i 2mila euro a diverse persone con effettiva esigenza di sopravvivenza. Abbiamo aiutato 48 persone con un supporto meramente morale ad affrontare i diversi problemi che li affliggevano, semplicemente con l’uso della parola.
“Come detto – commentano -, noi dell’Associazione Onlus Antiracket Capitano Ultimo siamo anche operativi, e per tale peculiarità nell’anno 2015 a Caserta abbiamo ricevuto un premio per la migliore iniziativa antiracket. La nostra volontà e determinazione, e soprattutto la trasparenza in ciò che facciamo, ha determinato, sempre nel 2015, l’incremento della forza lavoro pro-Legalità sul territorio. Difatti, oggi, con noi collaborano a livello nazionale, da Trieste a Palermo, 115 volontari che continuamente operano sul campo inviando segnalazioni di reati perseguibili d’ufficio. Un dato molto importante cui teniamo particolarmente venga diffuso anche dai media, a differenza di altri, noi dell’Associazione Onlus Antiracket Capitano Ultimo non abbiamo mai chiesto ai nostri “amici” delle Forze dell’Ordine di effettuare accessi ai sistemi informatici per avere informazioni su persone, e mai lo faremo, perché la legge è uguale per tutti e noi la rispettiamo”.