Quel prete anziano, gobbo e pedofilo. Confermata condanna all’ex sacerdote del Sacro Cuore di Foggia

Sacro Cuore

pretepedofiloCondanna confermata per don Nicolangelo Rossi, il prete salesiano di 85 anni, beccato per pedofilia durante la sua permanenza alla parrocchia “Sacro Cuore”, rione Candelaro di Foggia. L’uomo, originario della Campania, secondo la giustizia ha commesso molestato sessualmente su una bambina e condannato a un anno e sei mesi. La Corte suprema ha rigettato, dunque, il ricorso presentato dal difensore del prete che chiedeva l’annullamento della condanna. Un risultato importante per la famiglia della ragazza, ottenuto grazie al sapiente lavoro del legale foggiano Michele Vaira, legale di parte civile per i genitori della vittima.

Il prete fu arrestato a maggio del 2007 e messo ai domiciliari per alcuni mesi. Ha sempre protestato la sua innocenza ma invano. In primo grado infatti, fu condannato a 2 anni, 2 mesi e 10 giorni per una delle 4 imputazioni contestate dalla Procura. Sentenza del Gup del Tribunale di Foggia datata 13 maggio 2011. Invece fu assolto dall’accusa di aver molestato altre tre bambine sempre durante le confessioni. Le bambine ridimensionarono notevolmente le proprie accuse dopo iniziale denuncia. Le dichiarazioni della ragazzina, all’epoca 11enne (molestata la sera del 21 luglio 2006), vennero definite “intrinsecamente credibili e attendibili e i suoi genitori non erano affatto alla testa di un complotto, né erano anticlericali, né volevano attaccare l’istituzione ecclesiastica, né pretendevano lauti risarcimenti per il danno subìto dalla loro figlia o per mettere a tacere quanto accaduto”.

L’INCHIESTA

Don Nicolangelo Rossi, Pesco Sannita (Bn), sacerdote salesiano nato il 9 ottobre 1931 residente a Vico Equense (Napoli). È lui il protagonista di una vicenda che tenne banco soprattutto tra il 2006 e il 2007.

Dai ragazzini era definito come “quel prete anziano, un po’ gobbo e con pochi capelli”. Ma alcune delle bambine che all’epoca frequentavano la chiesa “Sacro Cuore”, lo ricordano per ben altri motivi. Una di loro raccontò di essere stata molestata durante una confessione. Don Nicola la faceva stare in piedi toccandola sul costato, sulla coscia e accarezzandola sulla guancia. La minore affermò di essere stata toccata in quell’occasione anche nell’interno. Spiegò che durante la confessione, svolta in occasione del ritiro spirituale, si inginocchiò poggiando la testa fra le gambe del sacerdote. Poi, una volta in piedi, mentre recitava l’atto di dolore, don Nicola con la stessa mano che poneva all’altezza dei suoi genitali, la toccò sul viso e nelle parti intime sulla tuta che indossava. CONTINUA LA LETTURA QUI





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