La collezione privata di Telesforo in mostra nella Nuova San Francesco. È il progetto sull’arte medica

Ha preso il via questa mattina (14 gennaio), nella Sala Conferenze della Nuova San Francesco di Foggia, il progetto didattico ‘L’arte medica: ecco i ferri del mestiere’. 
Un’iniziativa di divulgazione scientifica, riservata agli studenti dei Licei Scientifici “G.Marconi” e “A.Volta”, fortemente voluta dal presidente del Gruppo Telesforo, Paolo Telesforo, e dal vice presidente dell’omonimo Gruppo, Fabrizia Telesforo.
Attraverso una serie di visite guidate alla mostra permanente di oggetti medici d’epoca gli alunni faranno un tuffo nel passato alla scoperta di strumenti, apparecchi, manoscritti e saggi per capire la straordinaria evoluzione delle scienze sanitarie dal 1500 ai giorni nostri.

Dott.ssa Fabrizia Telesforo
Fabrizia Telesforo

“Il Gruppo Telesforo – dice Fabrizia Telesforo -, da generazioni impegnato a favore di una sanità realmente vicina alle esigenze della cittadinanza, ritiene di fondamentale importanza per lo sviluppo del singolo individuo che i ragazzi amplino le proprie conoscenze anche al di fuori delle aule scolastiche ed entrino in contatto con il mondo reale, con il mondo del lavoro e, in questo caso, con la cultura medico-scientifica”.
Quella esposta nella nostra sala conferenze è una collezione privata rarissima, se non l’unica in Italia, che raccoglie quelli che erano i ferri del mestiere del medico biologo.
Una raccolta di strumenti che parte dai primi dell’800, quando gli esami del sangue e delle urine erano affidati solo alle valutazioni del medico attraverso l’uso dei propri sensi, e si snoda fino agli anni 50.
Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante ma per l’epoca ciascuna di queste attrezzature è stata fondamentale per la ricerca scientifica e trampolino di lancio per la nascita di attrezzature sempre più precise e sofisticate”.

Giovedì si è svolto il primo degli incontri formativi, 12 complessivamente fino al mese di aprile, a cura della biologa Giovanna Genua, Direttore Tecnico e Coordinatrice del Centro Medico Diagnostico Telesforo. Ospiti gli studenti della classe Terza G del Liceo Marconi.

Giovanna Genua
Giovanna Genua

“Gli allievi visitatori – dichiara la Genua – si sono mostrati interessati e meravigliati scoprendo come dai pochi mezzi a disposizione di medici, scienziati e ricercatori si sia arrivati oggi a conquiste scientifiche che hanno migliorato la nostra vita. Visitando questa mostra e scoprendo questo antico mondo della medicina di laboratorio i giovani studenti hanno compreso quanto importane sia lo studio e l’impegno per poter raggiungere obiettivi che danno senso alla vita propria e vantaggi alla comunità intera. Questo il messaggio che ci auguriamo giunga a quanti giovani e non visiteranno la nostra collezione”.
“L’arte medica: ecco i ferri del mestiere” propone una carrellata davvero suggestiva di strumenti e apparecchi, manoscritti e saggi di straordinario rigore scientifico.
Si possono ammirare antichi testi medici sullo studio delle urine e del sangue. Trattati di anatomia microscopica. Saggi sulla chimica dell’uomo, sulla teoria e sulla pratica della medicina.
La collezione è impreziosita dal testo “Introduction à l’étude de la médecine expérimentale” del grande fisiologo francese Claude Bernard.
Un vero e proprio gioiellino del 1865 che rappresenta lo spartiacque tra la vecchia e nuova medicina.
La piccola “biblioteca medica” comprende anche “Nuove osservazioni microscopiche” la pubblicazione scritta da Giovanni Maria della Torre e datata 1776. Atlante di microscopia clinica di Gaetano Primavera (Napoli 1886). Diverse edizioni del “Manuale di microscopia clinica”.
Le antiche professioni sanitarie rivivono grazie al primo kit completo per l’esame delle urine (fine 1800 appartenuto proprietà ad un medico di New Orleans), al laboratorio portatile a scatola con pesiera ( Londra 1800 ), alla trousse per la diagnosi della sifilide, ai bisturi per salassi (Birmingham 1838), alle scatola porta vetrini.
E poi ancora altri “ferri del mestiere”: ci sono i microscopi londinesi risalenti al 1700-1800 e 1900, tre esemplari di colorimetri del costruttore parigino Duboscq, vecchie camere di montaggio per globuli bianchi e rossi, un portaprovette con recipienti portareagenti ( Londra 1800 ), un polarimetro portatile nella sua confezione originale (Londra 1800 ), un antico urinometro,
Visitando la mostra si rivedono antichi apparecchi per la determinazione dell’albumina nelle urine, quelli per la misurazione del glucosio, e quelli per la misurazione dell’emoglobina, oltre a quelli per in uso negli anni ’20 del secolo scorso per il prelievo e la raccolta del liquido cefalorachidiano.
La varietà degli strumenti presenti all’interno della mostra ci porta ad ammirare un densitometro per la determinazione del peso specifico delle urine e di altri liquidi, uno spettroscopio, un diabetometro elettrico, un apparecchio polarizzatore, uno spectronic 20 utilizzato nei laboratori di analisi cliniche intorno al 1950.
“L’arte medica: ecco i ferri del mestiere” comprende anche alcuni reperti ed oggetti risalenti al 1908 ed appartenuti alla vecchia farmacia di Paolo Telesforo.
Si possono osservare alcuni ricordi di famiglia, tra cui polveri per le preparazione medicinali, antiche boccette in vetro, appunti di lavoro ingialliti dal tempo.





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