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Home - “Al gelato ci pensiamo noi”, i ragazzi disabili ricevono l’attestato di fine corso. È il bello di Cerignola

“Al gelato ci pensiamo noi”, i ragazzi disabili ricevono l’attestato di fine corso. È il bello di Cerignola

Di Roberta Fiorenti
18 Dicembre 2015
in Economia
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Volti sorridenti e sguardi fieri mentre tengono stretto l’attestato che si sono sudati sotto il cappello. Per Claudia Balducci, Rita Alessia Catalano, Romina Giurato, Angela Perrucci e Saverio Schiavulli ha un sapore più dolce il gelato artigianale. Ne hanno appreso l’arte e i trucchi della preparazione nella “Scuola del gelato” di Luigi Perrucci a Cerignola, superando con il sorriso e la forza della condivisione le limitazioni dell’autonomia personale cui li costringe la propria disabilità.

“É stato bello e mi sono divertito. Ho fatto il gelato alla nocciola”. “Anche io mi sono divertita. É stata una bella esperienza e ho conosciuto altre persone”. Sono i commenti entusiasti dei primi corsisti con esigenze speciali certificati dal maestro gelatiere Luigi, già docente della Carpigiani University, che da meno di due mesi ha avviato nella sua città una scuola di formazione per artigiani del gelato.

Si è svolta questa mattina la consegna degli attestati nella sede del laboratorio didattico di via Eduardo De Filippo, in un festoso clima informale, alla presenza dei familiari dei corsisti e di alcuni operatori delle associazioni del territorio che operano nel campo della disabilità. La cooperativa “L’Abbraccio”, l’Unitalsi e Superamento Handicap hanno accolto con entusiasmo la proposta di partecipare ai corsi gratuiti con i propri iscritti interessati e per il maestro gelatiere è già una prima conquista. Il messaggio è stato colto, a detta di Luigi Perrucci. “Il mio obiettivo, quello primario di questa scuola di formazione –spiega-, è offrire alle persone disabili un’opportunità, nei limiti delle proprie capacità, di raggiungere una certa autosufficienza e autonomia in questa forma di artigianato”. Un’iniziativa privata e personale, che parte dal vissuto familiare. E che si è fatta impresa sociale, prima che vera e propria attività di formazione, per il desiderio di un padre di rendere partecipe della sua arte sua figlia, circondando dei suoi sorrisi ogni angolo del laboratorio della sua passione.

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“Ho fatto sempre il gelato, sono un docente di gelateria, ma tutto questo finora non mi gratificava e ho trovato spazio nella disabilità. La leva è avere una figlia disabile, quasi quarantenne. Da lei nasce tutto. Lei ha sempre voluto fare il gelato. Purtroppo ha una disabilità che non le consente di essere autonoma ma può partecipare. E già nella sola partecipazione c’è la gioia”. Anche Angela ha partecipato alla full immersion di tre giorni che è valsa a capire chi tra i corsisti può proseguire la formazione frequentando un verso e proprio percorso tracciato su misura. “Avendo una persona in casa affetta da disabilità ho capito di cosa hanno bisogno. A loro serve avere stimoli e supporto nella realizzazione degli obiettivi”. Per questo ogni disabile è affiancato da operatori specializzati delle associazioni, che frequentano i corsi da accompagnatori, prerogativa d’obbligo per l’iscrizione del corsista interessato.

f3b9c6e75ee2e2e80594cdc68275be3f“La nostra vittoria sarebbe formare e professionalizzare tra di loro un gelatiere. Noi ci proviamo, quantomeno. Abbiamo cercato di dare delle piccole informazioni e cercato di capire cosa era necessario trasferire. Bisogna capire quello che possono ricevere, per dare la possibilità di gratificarli. Abbiamo scelto di fare questa conoscenza con il gelato con i ragazzi attraverso una full immersion di tre giorni in cui abbiamo fatto il gelato. Sono rimsti entusiasti. Aver fatto il gelato per loro è ststa un’esperienza molto particolare. La convivialità con gli altri, interagire, è il bello di questa esperienza per loro”. Per il docente  la tre giorni è servita a mo’ di test, per capire chi può continuare il percorso formativo, finalizzato a un obiettivo anche occupazionale oltre che di gratificazione personale, sottolinea lo stesso Perrucci.

Coadiuvato dal figlio Tommaso, così il maestro gelatiere che girava l’Italia il mondo per consulenze e docenze ha aperto nella sua città le porte del tempio del gelato, la sua “Scuola del Gelato 2.0” per tutti, premiando l’inclusione sociale, mettendo a disposizione la sua esperienza e tramandando l’arte. É aperta a classi di massimo 20 iscritti, attrezzate per lezioni frontali e corsi pratici in laboratorio. Per i corsisti con disabilità la frequentazione dei corsi è gratuita. Prevista anche la possibilità, per gli studenti meritevoli delle scuole professionali e non, di accedere ai corsi tramite borse di studio messe a bando dalla stessa scuola. Per tutti gli altri interessati a diventare a loro volta formatori o a professionalizzarsi come maestri gelatieri il costo di frequentazione varia a seconda dell’offerta formativa: la scuola è struttrata in corsi base e intermedi (che mediamente durano un mese circa, con una spesa variabile dai 600 ai 1000euro) e corsi professionalizzanti per diventare docente, con la partecipazione di tutor e docenti esterni.

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“La nostra scuola al 60% è di solidarietà –continua Perrucci-, il resto è di altissima professione. Facciamo corsi ad artigiani, maestri, docenti,persone che in questo campo vogliono laurearsi, perchè collaboriamo anche con l’Università. La scuola ha uno spessore di know how elevato”. Non è ancora un centro accreditato e attualmente rilascia un attestato di sola frequenza ma “abbiamo tutte le condizioni per avere le certificazioni e stiamo facendo un percorso autorizzativo”, aggiunge il maestro gelatiere. “Il nostro obiettivo –conclude- è divulgare la conoscenza e la tradizione del gelato, trasmettere il prodotto artigianale. La nostra è un’impresa aperta alla collaborazione di tutti, innanzitutto delle associazioni che già stanno rispondendo. Abbiamo chiesto collaborazione anche alle scuole, enti certificati che possano segnalarci persone con disagi sociali”.

Tags: CerignolaL'AbbraccioLuigi PerrucciScuola gelatoSuperamento HandicapUnitalsi
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