Sindaco anti slot a Troia, ordinanza limita gioco d’azzardo. “Arginare malattia sociale”

Leonardo Cavalieri

Approvata a Troia un’ordinanza destinata a limitare dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00 gli orari di apertura e funzionamento di sale giochi autorizzate e slot machine. Un intervento forte per arginare la pericolosa deriva del gioco d’azzardo patologico, definito dall’OMS come una vera e propria “malattia sociale”.

Anche a Troia, infatti, si teme possano essere numerosi i soggetti deboli ed in situazioni di indigenza, incapaci a resistere all’impulso di giocare d’azzardo o dare scommesse. Una malattia in grado di compromettere la salute e la condizione sociale del singolo individuo e della sua famiglia, oltre che della comunità in cui risiede, creando situazioni di allarme sociale e, nei casi più estremi, generando fenomeni criminosi, spingendo l’individuo a commettere furti o frodi oppure ad alimentare il fenomeno dell’usura.

“Con fermezza, diciamo no al gioco incontrollato 24 ore su 24. È prioritario intervenire, in un periodo così delicato, per prevenire fenomeni di devianza sociale che potrebbero divenire particolarmente pericolosi”, dichiara il primo cittadino di Troia, Leonardo Cavalieri, che continua: “Limitando l’orario in cui è possibile recarsi in sale giochi ed inserire monetine nelle slot machine, l’amministrazione si pone a tutela del benessere della comunità che rappresenta. Le statistiche ci dicono, inoltre, che è in costante crescita il numero di adolescenti (molto spesso minorenni) e lavoratori che si approcciano al gioco d’azzardo sin dalle prime ore del giorno, prima di recarsi a scuola o sul posto di lavoro. Stabilendo orari ristretti, speriamo di porre argine a fenomeni di preoccupante devianza. È un primo ed importante passo che, ad esempio, da Milano ha fatto da vettore per tutta la Lombardia. Attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei media locali, spero possa diffondersi ed essere adottato da comuni limitrofi e realtà territoriali del meridione: uniti per il bene delle nostre comunità e per dire no al gioco d’azzardo patologico”.





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