Tumore alla prostata, nuova tecnica di cura ai Riuniti di Foggia. “Masse distrutte in maniera selettiva”

ricercatrice

Presso la Clinica Urologica degli “Ospedali Riuniti” di Foggia, diretta dal professor Giuseppe Carrieri, Ordinario di Urologia dell’Università di Foggia, è stata introdotta nella pratica clinica quotidiana da circa quattro anni una moderna tecnica, la criochirurgia, nell’ ambito di un programma di cui è responsabile Oscar Selvaggio.
La criochirurgia si avvale delle proprietà ablative del freddo e consente di distruggere in maniera selettiva e completa aree tumorali di diversa forma ed estensione. Le masse tumorali vengono individuate e trattate mediante criosonde introdotte nell’ ambito del tumore sotto guida ecografica o Tac.
I campi di applicazione della criochirurgia nel corso degli ultimi anni si sono sempre più ampliati; in ambito urologico la criochirurgia viene al giorno d’oggi utilizzata prevalentemente nel trattamento dei tumori della prostata e del rene. Per il tumore della prostata la crioterapia può essere impiegata sia in maniera focale (mediante ablazione del solo nodulo tumorale preservando la ghiandola in toto), che radicale (ablazione della prostata in toto in alternativa all’intervento chirurgico classico). Inoltre, nel carcinoma della prostata, la crioterapia può essere utilizzata quale ultima risorsa terapeutica in pazienti che abbiano già eseguito radioterapia o brachiterapia. La crioterapia viene anche utilizzata, con eccellenti risultati, nel trattamento super selettivo dei tumori renali.
Ad oggi, la Clinica Urologica degli “Ospedali Riuniti” di Foggia è tra i pochissimi centri in Italia (unico centro da Roma in giu’) a poter offrire con continuità questa innovativa alternativa terapeutica ai pazienti affetti da tumore della prostata e del rene: forte dell’esperienza maturata in questi anni e di una casistica che, per la terapia del tumore prostatico, la vede al primo posto in Italia per numero di pazienti trattati, la indicazione a questo trattamento viene oggi sempre piu’ estesa anche alla luce della miniinvasività della procedura stessa.
Nella pratica, il trattamento criochirurgico di un tumore prostatico o renale si avvale di diverse procedure, riportate di seguito. 

Crioablazione della prostata: l’a intera procedura si esegue in anestesia spinale, ovvero senza necessita’ di anestesia generale. Sotto guida ecografica vengono inserite da 6 a 8 criosonde nella ghiandola prostatica, in base al tipo di intervento che si dovrà eseguire. L’intervento dura circa un’ora senza perdite ematiche. La degenza post-operatoria prevede che il paziente venga dimesso 12 ore dopo il trattamento con un catetere vescicale che viene successivamente rimosso.

Crioablazione del rene: i tumori renali di dimensioni fino a 4 cm sono suscettibili di trattamento chirurgico detto “nephron-sparing”, ovvero esclusiva ablazione della massa tumorale evitando l’ asportazione dell’organo per intero.
Grazie allo sviluppo tecnologico degli ultimi anni, la crioablazione di queste masse tumorali rappresenta una valida alternativa alla chirurgia tradizionale. L’intervento di crioablazione di tumori del rene può essere eseguito sotto guida TAC o ecografica mediante introduzione di criosonde posizionate a seconda della sede e delle dimensioni della neoplasia. Anche la crioterapia dei tumori del rene non viene eseguita in anestesia generale ma mediante un’anestesia locale associata ad una blanda sedazione. La degenza postoperatoria è generalmente di circa 24 ore.
In un’epoca in cui la “mininvasività” rappresenta un obiettivo sempre più ricercato da pazienti e chirurghi, la criochirurgia è una tecnica in grado di rispondere ai criteri di radicalità oncologica e controllo della malattia neoplastica, con ridottissimi effetti collaterali per il paziente e degenza post-operatoria brevissima. La crioterapia è al giorno d’oggi applicabile ad un sempre maggior numero di pazienti, sempre però sulla base di una scrupolosa e corretta indicazione clinica.





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